IMG_9224 IMG_9215 IMG_9207 IMG_9203 Promuovere le eccellenze e le identità del gusto, la sintesi della cultura del territorio, e in questo caso l’identità e la storia della gente della montagna friulana, presentandole al mare, nella Riviera Friulana, a un pubblico attento, per un gemellaggio non soltanto ideale, che unisce la vocazione turistiIMG_9192ca e attrattiva della realtà balneare a quella della Carnia. E farne occasione per sostenere un’iniziativa di solidarietà sociale e sanitaria. È accaduto a Lignano Sabbiadoro, dove Catia e Francesco, nella stagione turistica gestori del ristorante Playa, sull’arenile di Sabbiadoro, assieme a Signora  Ferrari, originaria di Forni Avoltri e già gestrice di locali in Carnia, hanno organizzato al ristorante Alisei di Lignano Pineta una serata dedicata ai sapori della Carnia . Ma anche al sostegno all’Agmen, l’Associazione genitori di bimbi malati colpiti da malattie degenerative. Sodalizio, come ha ricordato l’assessore comunale al Turismo, Massimo Brini, al quale Lignano dedica una particolaIMG_9188IMG_9186 re attenzione. Infatti attorno all’Agmen, dopo la scomparsa di un piccolo lignanese a seguito di una malattia neoplastica, è nata, trentuno anni fa la manifestazione Lignano in fiore. Lignano, come ha ricordato il presidente dell’Associazione culturale la Riviera friulana, Carlo Morandini, è stata precorritrice nel gemellaggio con realtà della montagna per la promozione turistica. A tale proposito ha ricordato che anni fa, l’assessore Brini fece consegnare a Ferragosto da una località turistica austriaca un camion di neve. Per un gemellaggio da Guinnes dei primati che all’epoca fece parlare i media di mezza Europa. La serata al ristorante Alisei ha suscitato notevole interesse tra il pubblico e gli operatori lignanesi. Accompagnata da musiche tradizionali, con il personale del locale in costume tipico della Carnia, la serata è stata preceduta dall’apeIMG_9183ritivo all’aperto. Accanto a un esperto ‘polentar’ della Carnia, che preparava una gustosa polenta con le farine della montagna. Il menù, accompagnato dai vini del vigneto Friuli selezionati da Francesco Rizzi, era tipicamente carnico. Dagli antipasti con i formaggi Montasio, Frant e Ubriaco, agli insaccati, dal salame alla soppressa, alla pancetta di montagna. Seguiti dall’orzotto con radicchio di montagna (ledric di mont), e dai Cjarsons salati. Per proseguire con il frico e il ‘toc in braide’. E per concludere i dolci, tra i quali una versione inedita e delicata delTiramisù.

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