Ezio Grop alla Tavernetta Da Aligi rende stellati i piatti della più antica tradizione
Con un sapiente equilibrio tra ingredienti poveri e del territorio e le tecniche più raffinate
Tra le eccellenze che caratterizzano la cultura del territorio dell’area rivierasca, il primo ad avere rinnovato la

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propria adesione all’Associazione ‘La Riviera Friulana’ è stato il ristorante ‘La Tavernetta Da Aligi’ di Porpetto.
Un’icona della cucina tipicamente friulana e rivierasca. Che negli anni ha via via ottimizzato gli abbinamenti
dei sapori dell’area magari smussando quelle spigolosità che nello scorso millennio magari ci avevano fatto
amare piatti antichi.
Rivocandoci il sapore delle tavole di casa e del focolare domestico. Il gusto nel
frattempo è evoluto e ha acquisito esperienze sensoriali ed elementi da culture e tradizioni anche lontane. E
nel contempo la percezione del gusto, la fidelizzazione del palato alle armonie dei sapori di casa sono
cresciute. E i degustatori, i gourmet, i curiosi delle tipicità apprezzano la crescita e l’affermazione della
professionalità dei cuochi e degli chef nostrani. Che crescendo nelle loro esperienze hanno saputo fare dei
piatti nostrani elementi richiesti e attesi anche dagli ospiti più lontani. Così è per Ezio Grop, di Porpetto.
Formatosi all’arte dei fornelli nella cucina della Tavernetta con la madre Elsa, e alla scuola dell’accoglienza
con l’indimenticato padre Aligi, oggi porge ai degustatori piatti d’alta cucina. Anche semplicemente
applicando le moderne regole della cucina molecolare, della valorizzazione dei prodotti di base tipici, di
prossimità, stagionali. Anche se uno dei menù più attesi della stagione a cavallo tra il carnevale e la
quaresima è quello a base di carni suine, perché in questo periodo i prodotti della norcineria non di pronto
consumo possono esprimere le migliori qualità, in realtà, a Porpetto, Ezio Grop, supportato da uno staff
quasi interamente al femminile, con le sorelle Clia e Mari, la cugina Tharin, e Karin, non manca di proporre a
quanti scoprono il locale di pregio nel piccolo borgo rurale a ridosso del casello autostradale di San Giorgio
di Nogaro, il gusto della stagionalità. Che viene esaltato, per esempio, nelle minestre che emanano i profumi
del desco delle giornate della festa. Come la minestra di risi e salsiccia. Ma ci sono anche i risotti alle erbe.
Le carni preparate con l’attenzione d’un tempo, per trasmettere e tramandare la memoria del gusto
nostrano con stile ed eleganza. Anche perché si possano sposare con i grandi vini del vigneto regionale.
Così, una tappa ‘Da Aligi’ a Porpetto è d’obbligo per resettare la percezione del gusto della tradizione. Ma
soprattutto del territorio. Ed è una tappa della cucina stagionale e genuina di un locale che oramai è entrato
nel cuore di appassionati dell’area, del nord Italia, ma anche dei Paesi limitrofi. La prossima tappa? La cucina
con le erbe di primavera. In attesa degli asparagi. Con un crescendo del gusto e dei sapori del territorio che
offre mese dopo mese nuove sorprese. Che cuochi come Ezio Grop e gli altri appassionati e animatori
dell’area rivierasca sanno proporre con un sapiente mix tra la forza di profumi e aromi delle terre nostrane e
la delicatezza dell’arte della cucina di pregio.
Carlo Morandini