La ricettività freme per la ripartenza di una città sana ma troppe incertezze ancora la attanagliano

Christian Maso Hotel Salus di Lignano auspica una campagna di promozione oltralpe

La ricettività è un elemento fondante dell’accoglienza nelle realtà turistiche, di piccole e grandi dimensioni. È attorno alla ricettività che si sono sviluppati i grandi poli turistici moderni, come Lignano Sabbiadoro. E senza la ricettività, il turismo balneare, ma non solo quello, non potrebbe esistere. Ricettività, che si sviluppa a vari livelli e risponde a tutte le fasce di ospiti, visitatori, villeggianti anche delle città.

Lignano, fondata nel primo novecento da imprenditori-albergatori del retroterra, si è diffusa sulla penisola ad ala di gabbiano che la ospita man mano che sorgevano nuovi alberghi. Che negli anni hanno ospitato milioni di persone, famiglie, gruppi, animando quella realtà che oggi conosciamo.

Ma che, inaspettatamente, un’epidemia è riuscita a congelare, così come il resto del Paese e buona parte dell’Europa e del mondo. Lignano vive di turismo, e in una condizione normale, in questo periodo avrebbe già cominciato a ricevere i primi turisti.

Certo, habitué che già la conoscono e che si vogliono gustare il meglio della località, in questo avvio di stagione smarcata dall’affollamento dell’estate e quindi facilmente accessibile anche nei siti più suggestivi e ai più sconosciuti.

Cittadini austriaci amanti del mare, della nautica, o della città balneare anche fuori stagione. Gruppi di scolaresche e studenti delle gite scolastiche. Giovani dal nord est, ma in particolare dall’Austria, e non solo, che vengono a godersi le prime tiepide serate affollando locali e discoteche loro dedicate. Una prima avanguardia del flusso turistico stagionale, che di solito consente alla città, una delle poche a vantare di non avere alcun semaforo a regolare il traffico sulle proprie strade, e ai suoi operatori di prepararsi all’estate. E di tarare quel complesso meccanismo che compone l’ospitalità turistica. Un meccanismo, che stavolta deve ancora partire.

Certo, tutti sanno e vogliono stare alle regole. Per la sicurezza di tutti, e personale, dalla possibilità di contagio da un virus che ancora non conosciamo. Ma il calendario scorre implacabile, e con esso le giornate che rimangono per fare in modo che la proverbiale accoglienza e ospitalità degli albergatori di pregio lignanesi possa essere sostenibile. Per fare in modo che gli operatori possano quantomeno ridurre i danni e rientrare nelle spese necessarie per avviare e mantenere l’attività.

In attesa della prossima stagione. Che, si spera, sia completamente libera dai vincoli imposti dal controllo della pandemia. Ciò che lamentano gli albergatori, ne abbiamo già sentito la voce, è il fatto che l’industria turistica, perché visto che assicura il 12 per cento del PIL nazionale e rappresenta un asse portante anche per l’economia del Friuli Venezia Giulia, è trascurato, dallo Stato, e sottostimato. Tanto che non è seguito da un Ministero ad hoc.

Lo ricorda Christian Maso, gestore dell’Hotel Salus, 4 stelle, , una delle due strade della città che scendono dall’alto verso il mare, verso il lungomare di Lignano Sabbiadoro.

Un’attività avviata oltre cinqaunt’anni fa da suo padre, e che lui ha voluto e saputo sviluppare, dotando la struttura ricettiva di tutti i servizi, gli accorgimenti, i confort che servono per coccolare gli ospiti. Per farlo sentire a casa loro. “Partiamo dal concetto che il rischio di contagio, in un albergo, potrebbe essere alto, sia tra gli ospiti che tra operatori e addetti.

Quindi, i provvedimenti di chiusura delle attività erano indispensabili. Ora però bisogna ripensare a ripartire, e se sarà possibile ripartire”.

Christian è presente e segue confronti e dibattiti tra gli operatori delle diverse categorie che animano la città. “La spiaggia (una parte prospicente è riservata all’Hotel Salus) potrebbe essere già pronta – lamenta Maso – ma non ci sono ancora direttive precise su come ciò potrà avvenire e su come dovrà essere allestita: mancano le direttive dallo Stato.

Tanto che dovranno essere le nostre realtà a decidere e scegliere come ripartire. Saranno i gestori delle spiagge assieme al Comune e alla Regione”. “Il problema – lamenta l’albergatore – è che mancando le direttive dall’alto, la ripartenza senza avere indicazioni precise avverrà con ancor maggiore ritardo”. Ma Maso lamenta in particolare un’altra carenza: -“la mancanza di una strategia di comunicazione che possa far sapere ai nostri potenziali turisti che siamo già a loro disposizione, e che a Lignano la situazione dei contagi è sotto controllo in una realtà che si è preservata dalla pandemia”.

“Tutto questo – prosegue Maso – mentre la Croazia e la Slovenia si stanno proponendo a gran voce ai turisti austriaci e tedeschi, e costruiscono accordi per corridoi preferenziali verso le loro spiagge”. “Sono numerosi i miei amici e clienti austriaci – aggiunge – che mi hanno chiamato e mi chiamano dal loro Paese e mi chiedono perché non ci muoviamo e fissiamo le date della ripartenza e le regole per l’accoglienza; ma, soprattutto, perché non lanciamo una campagna mirata di comunicazione: loro hanno molta voglia di ritornare a Lignano”.

Maso ha apprezzato la scelta del Comune di bloccare la città subito dopo che in una delle prime festività del periodo della pandemia si era registrato un grande afflusso di persone a Lignano. Perché ha contribuito a preservare la città dal contagio.

Ma lamenta che mentre la Regione lo ha già fatto, lo Stato non ha ancora fatto sapere se ci saranno agevolazioni per il turismo colpito dalla crisi, e se sì, quando arriveranno e di quale entità. “Senza certezze – prosegue – come possiamo fare a progettare una stagione sostenibile, a rassicurare dipendenti che ci chiamano ogni giorno per sapere quando si riapre, a decidere se investire su questo momento denso di incertezze oppure saltare una stagione mai iniziata e ripartire direttamente dal 2021, o ancora, a capire se potremo rientrare almeno in parte nei costi vivi delle nostre attività”?

E, infine e non per ordine d’importanza ,continua Maso,  il Governo attuale, Conte in primis, dovrenne BLOCCARE tasse, imposte, contributi  e  NON proporre ai cittadini e alle imprese di indebitarsi con le banche  per pagarle . O vogliamo che i nostri figli debbano pagare i debiti dei loro padri ? Un buon padre di famiglia non lo permetterebbe .

“Un’ultimo dubbio – conclude – su un problema non proprio banale: nessuno ci ha mai dato indicazioni su che cosa accadrebbe se uno di noi albergatori, o del personale, dovesse venire contagiato: ci dovremo mettere tutti in quarantena blindando la struttura? In un’ipotesi come questa, difficile pensare che siano tanti gli albergatori disposti a investire su una stagione che si potrebbe chiudere improvvisamente e definitivamente”.

L’Hotel Salus offre l’accoglienza curata che è favorita dalla gestione familiare. Ristrutturato di recente, fonda parte del suo appeal anche sulla volontà di trasmettere le carature dell’area ai suoi ospiti. Di far conoscere le attrattive della Riviera Friulana anche attraverso l’utilizzo dei prodotti dell’area, e la sinergia con gli operatori del litorale e delle terre rivierasche tramite la diffusione delle numerose opportunità offerte dalle escursioni in motonave in laguna, in bicicletta, con i mezzi nautici o in auto, tra le ricchezze dell’area rivierasca. Un’offerta complementare alla proposta balneare, e che in periodi normali propone nel corso di una stagione turistica allargata, dalla primavera alle porte dell’autunno.

Carlo Morandini

(8. segue)