Immagine anteprima YouTube

Fortunato Moratto amministratore unico di Marina Sant’Andrea fa il punto sull’anno zero

Per la nautica rivierasca, italiana e non solo, dal blocco primaverile sarà come ripartire da zero

Il mondo della nautica da diporto è uno dei settori che ha risentito subito e maggiormente del ‘lockdown’ da pandemia. Il blocco totale delle attività e della navigazione, nelle acque costiere, d’altura e interne, ha tolto completamente l’ossigeno a una filiera e al suo indotto che gravita attorno a quasi 6 mila posti barca suddivisi tra i vari marina in laguna e nelle acque fluviali, e a circa 20 mila imbarcazioni da diporto presenti nella stessa area. e di ogni tipo e dimensione, a vela, a motore, e, ormai, anche a propulsione elettrica.

Tutto questo, a partire dal mese di marzo, proprio quando il popolo del are, dei naviganti, comincia a sognare le prime uscite sulle placide acque interne, o mira a solcare il mare per spingersi più lontano.

Proprio quando, nei cantieri, si sarebbe dovuto riattivare quel brulicare di attività che sono il prodromo per il varo delle imbarcazioni dal rimessaggio invernale.

Artigiani, specialisti nei vari settori della nautica, dalla riparazione, al refitting, all’ammodernamento, alla veleria, alla motoristica ecc.

Tutta un’economia di scala che soltanto da pochi giorni si è vista scongelare le opportunità di lavoro. E ai naviganti, di compiere le prime uscite, per le attività nautiche sportive, compresa la pesca, l’allenamento, e le prove in mare.

Ma con non più di due persone a bordo. Quindi, per ora, con limiti oggettivi che sono limiti anche per l’economia del settore e dell’indotto.

Che al momento ancora non sa come uscirà, e se uscirà dalla crisi. La barca, a vela o a motore, è certo uno dei mezzi più sicuri e sanificabili.

Oltretutto sulla superficie acquatica, capace di diluire in maniera esponenziale l’eventuale presenza del virus. Su quella delle acque salmastre ancor di più. Perché il sale è uno degli antidoti alla presenza delle micidiali molecole virali.

Ma la nautica deve tenere conto della situazione generale. E della necessità di mantenere in sicurezza tutti i cittadini. Comprese le forze dell’ordine e i soccorsi via mare, che sarebbero chiamati a intervenire in caso di necessità.

Quindi, si deve muovere secondo regole che nessuno ha ancora mai scritto, perché attinenti a una pandemia nuova, di origini e caratteristiche tuttora poco conosciute.

Tutto fermo, o quasi, come specificato, anche in una delle culle della marineria sportiva e non solo, della Riviera Friulana: Marina Sant’Andrea.

La scommessa vinta dalla famiglia Altan di realizzare un porto turistico sulle acque del fiume Corno, in campagna, ma a poca distanza da un porto, Porto Nogaro, e da una zona industriale, quella dell’Aussa Corno.

Ma in realtà a poca distanza dall’incomparabile scenario lagunare, da attraversare per le uscite in mare. Su acque dolci, quindi poco impattanti sulle carene delle barche.

A poca distanza da un casello autostradale, quello di San Giorgio di Nogaro. Di fronte alle coste settentrionali dell’Istria.

Una scommessa vinta, dato che Marina Sant’Andrea è ormai da tempo cara a personaggi come Cino Ricci, Mauro Pelaschier, Stefano e Alberto Rizzi, Corrado Piccinetti, Patrizio Roversi, e tanti altri ancora.

Protagonisti del Premio Voce dell’Adriatico, nato a Marina Sant’Andrea e ideato da Fortunato Moratto e dalla nostra associazione.

Marina Sant’Andrea  e’ stata la base di partenza di Pigafetta 500, e di altre avventure nautiche.

A guidare questa entusiasmante avventura ormai ultraventennale, con la Bandiera Blu concessa al Marina fin dal secondo anno di attività, è stato Fortunato Moratto, velista oceanico e da sempre uomo del mare.

A lui abbiamo chiesto di fare il punto sullo stato dell’arte della nautica nella Riviera Friulana, ma nel contempo nel Friuli Venezia Giulia e nell’Alto Adriatico.

Dove ci sono i porti di riferimento dei diportisti, a vela e a motore austriaci, tedeschi, Cecoslovacchi, Svizzeri, …. E dove si trova la base di appoggio dei prestigiosi yacht a vela Swan, dei motoscafi Sunseeker, e di altri importanti cantieri nautici.

Carlo Morandini