Sulla sponda sinistra del Tagliamento ‘Vecchia finanza’ per l’aperitivo la cucina di pregio e la serata

Dal menù per gourmet alle bevande di tendenza nell’American bar in riva al fiume
IMG_5582Forse, se la storia di Lignano non fosse stata ancora quasi tutta da scrivere, Ernest Hemingway avrebbe posato la sua penna sul concetto di Riviera friulana. Una visione, non esplicitata, che si intuisce nella sua prosa, nelle sue produzioni epistolari. Tracce di un soggiorno che, seppur motivato da altri interessi rispetto allo sviluppo turistico che doveva ancora arrivare, era sospinto dal suo desiderio interiore di esplorare il territorio, di sviluppare la sua indole di cronista di quelle che a distanza di tempo, oggi, leggiamo come tradizioni. Memorie, che tracciano quasi una mappa del territorio rivierasco, affacciandosi sull’arenile di Lignano per battezzarlo come ‘Florida d’Europa’. Guardando oltre, la presenza del viaggiatore-scrittore nel nord-Italia, ha quasi prefigurato la scoperta della Riviera altoadriatica da parte di un turista americano curioso del tempo. Una vocazione, quella della complementarietà tra il litorale e il suo retroterra, che a Lignano Sabbiadoro è ben presente. La si respira a Riviera, sulla riva sinistra del Tagliamento, verso la foce. Dove la Sil della famiglia Pozzo da decenni si impegna a valorizzare l’area. E ora, con il IMG_5615concorso della Regione, ha potuto dedicare a Hemingway la passeggiata tra le più suggestive della penisola lignanese.

Dove, oggi, un traghetto ciclopedonale rompe il confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. In uno dei tratti del basso corso del Tagliamento, da dove si dice che lo scrittore americano si sia ispirato per scrivere uno dei suoi romanzi più letti: ‘Di là dal fiume, tra gli alberi’. Un contesto, che è adiacente all’unica area residuale della foresta primigenia dell’Alto Adriatico, attrezzato per il relax e il benessere, in particolare del gusto. A contatto con il camping Pino mare, immerso tra oleandri colorati dai fiori  rosa e pini marittimi, la Vecchia finanza è uno dei ristoranti di pregio della Riviera Friulana. Situato in quella che anticamente era una stazione di posta, per la sosta e il ristoro dei cavalli, poi, nel dopoguerra, caserma della Finanza a presidio della risalita del fiume, con la realizzazione del compendio diportistico di Marina Uno è stata trasformata in ristorante, valorizzando i materiali originari, arricchita nel tempo. Dal quale, oggi, è piacevole scorgere, da tavola, l’andirivieni di imbarcazioni verso Marina Uno, Punta Punta verde, Marina azzurra. Al suo interno, la sala del caminetto è stata dedicata a Hemingway, quasi fosse stato un suo antico rifugio. Calde e accoglienti le sale interne, per le belle giornate, nella stagione estiva, tra tutte, la parte più suggestiva è quella esterna, rivolta al fiume con scenari di luce che cambiano, accentuati al tramonto, a contatto con la passeggiata e con l’area che ora è attrezzata per i bagni di sole, tra l’erba, accanto al fiume.

La Vecchia finanza, ora è gestito da uno staff giovane: Marco Pocecco e Martina Maraston, responsabili, Matteo Susan, in cucina. L’obiettivo che si pongono è l’alta qualità. Che parte dai prodotti base dei piatti, e si respira fino in sala, dove, ai tavoli, cura e discrezione del servizio sono i paradigmi del lavoro del personale di sala. La scelta del menù segue le tendenze di pregio del momento: i piatti, apparentemente tradizionali, vengono esaltati con le materie prime selezionate, e con l’arte culinaria per la preparazione delle pietanze. Con l’attenzione rivolta anche alle scelte e necessità di vegetar
iani e celiaci. Anche un’apparentemente ‘banale’ ma gettonatissima pasta con le vongole, viene esaltata, oltre che dai frutti di mare freschi e dalla pasta giusta, dalla scelta dell’olio. Le vongole sono proposte accanto alla pasta, quasi un complemento, ma così è possibile gustarne la qualità e la cura nella preparazione e cottura. Le penne agli scampi, sono proposte con una crema agli scampi, e scampi spezzettati. Anche la scelta dell’impiattamento è molto attenta. Dalle proposte d’ingresso, del Crudo Vecchia finanza con il gambero rosso di Mazara del Vallo e scampi imperiali, agli antipasti: Sauté di cozze, piovra arrostita o insalata di mare, fino al Tiramisù interpretato dallo chef Susan, proposto caldo in una coppa tra l’appariscente e il discreto, quasi ‘vintage’, in una crema pasticcera aromatizzata al liquore con dentro i biscotti e sopra una guarnizione al caffè. Il menù consigliato è apparentemente semplice. Perché, come spiega Marco, ogni pietanza viene cucinata al momento, e richiede il tempo necessario per la preparazione in cucina.

Anche la scelta tra i secondi è tra piatti tipici dell’area rivierasca e dell’Alto Adriatico: l’orata, proposta con il topinambur, il tonno rosso con

 

cipolla, il fritto ‘Vecchia finanza’. Ma la mano dello chef riesce ad articolare con gusto e la qualità dell’alta cucina anche piatti che già conosciamo, riuscendo nell’intento di stuzzicare l’attenzione, e non solo, di gourmet e curiosi dei sapori. Con un menù, che ovviamente varia a seconda della disponibilità della materia prima. Che alla Vecchia finanza, alla foce del Tagliamento, non può che essere il pesce.

Carlo Morandini