Sergio Bortolusso, con la collaborazione della sorella Clara, fin dagli inizi è sostenitore della Riviera Friulana. Proseguendo così il ruolo di animazione del territorio che agli indimenticati Emiro Bortolusso, così come a Mirto Raddi, fondatore del ristorante La vedova Raddi di Marano Lagunare (UD), è da sempre stato riconosciuto.Sergio Bortolusso ha sempre avuto un ruolo fondamentale negli eventi rivieraschi, dalla fondazione e realizzazione dell’evento Consegna del premio Giornalistico Valerio Ghin, assegnato tra gli altri due anni fa all’enogastronomo Edoardo Raspelli, e lo scorso anno all’udinese Luciano Barile, da quarant’anni corrispondente dalla Germania delle testate economiche come Il Sole 24 ore, e nelle iniziative di promozione della Riviera Friulana. E’ tra i fondatori e ora principali animatori della confraternita Compagnia del bisato (www.bisatoinspeo.it), che propugna la promozione, riscoperta e valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità di Marano Lagunare (UD), la città della pesca del Friuli Venezia Giulia, della sua Laguna e dell’area rivierasca. La Cantina Bortolusso è un’azienda solare, sospesa tra la terra e la laguna, tra la terraferma e le acque vallive, ed è situata al centro della DOC Friuli Annia. Ai confini tra la terra ferma e il suggestivo scenario lagunare. L’Azienda manifesta attraverso i suoi vini le carature del territorio di pregio rivierasco. Dall’intuizione, negli anni ’60, del Cavalier Emiro Bortolusso, il quale volle valorizzare terreni a una vocazione viticola riconosciuta ancora dagli antichi romani, rappresenta tuttora uno dei riferimenti della vitivinicoltura dell’area. I figli di Emiro, Sergio e Clara hanno saputo creare una linea di prodotti enologici che comunicano i sapori del territorio. Dalla sapidità dell’aria e delle terre, alla mineralità dei terreni, allo splendore del sole che in taluni siti beneficia le uve con il doppio irraggiamento e dal calore assicurato dal riflesso dei raggi sulle acque. Concorrendo a realizzare il gustoso vino cosiddetto delle ‘due lame’ (‘lama’ è chiamato l’irraggiamento diretto sommato a quello riflesso dalla laguna). Un mix di elementi che trasmette attraverso i vini sensazioni equilibrate ma sincere. E che li rende adatti all’abbinamento con i pesci adriatici. Tra i quali, simbolo della vicina Marano Lagunare, spicca il ‘bisato in speo’, l’anguilla allo spiedo, con i crostacei, i molluschi, ma anche le carni. Non ultime, oltre a quelle per esempio della razza bovina pezzata rossa friulana, che viene sviluppata a pochi chilometri di distanza, le carni di selvaggina di terra e volatile. All’indimenticato fondatore, Emiro, Sergio e Clara hanno dedicato uno spumante Cuvée metodo classico, l’Emiro, al quale si affiancano, tra gli altri, la sapida e brillante Ribolla Gialla e il Rosè. Tra i bianchi, oltre al Friulano, già Tocai, l’appagante Malvasia, che rappresenta la valorizzazione di queste uve tipicamente rivierasche. L’elegante Pinot Bianco, l’equilibrato Sauvignon, i profumati Merlot, Cabernet e Franconia. E un Verduzzo adatto al matrimonio con cibi strutturati. Arrivare all’azienda agricola Bortolusso significa immergersi nella ridente campagna valliva. Mentre l’accoglienza è consona ai prodotti e all’habitat, popolato dai cigni e da selvaggina lagunare (la cantina è infatti ai margini dell’oasi faunistica di Marano Lagunare). Rappresenta infatti la concretizzazione del sogno del Cavalier Emiro Bortolusso, che fu una delle pietre fondanti dell’animazione del territorio rivierasco. A beneficio dei visitatori e dei degustatori.

 

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