IMG_5604 3Ma quanti lo sanno e lo ricordano

Circondata dalle acque lagunari, adriatiche e fluviali è un’isola del benessere non solo balneare

Luogo ideale per una tappa del turismo lento in una Regione tra le più creative del pianeta

Leggo da decenni di quella che oramai è la mia città, assieme a Udine. Ovviamente ne scrivo da decenni, e ne faccio scrivere. E l’ho frequentata dall’età di due anni, ora ci vivo. Mai, però, sento citare il fatto che Lignano è una penisola. Sabbiadoro, è un’apposizione impiegata dagli anni ‘30 per esaltare il fascino di un arenile che seppe ammaliare perfino uno scrittore americano giramondo e disincantato come Ernest Hemingway, alla ricerca di particolari suggestioni per dimenticare la crudità della guerra. Sento ovviamente parlare di una spiaggia estesa e fantastica, che nonostante la colonizzazione antropica del luogo ha mantenuto il suo appeal e parte delle caratteristiche primigenie. Ma mai, o quasi, ci viene in mente di ricordare che gran parte della città è circondata dall’acqua. Acqua, quale potente valore aggiunto in una società, e una civiltà, nella quale la risorsa idrica è un bene sempre più prezioso.

Attorno a Lignano l’acqua, salmastra, non manca. Ed è altrettanto preziosa di quella dolce e potabile. Ci regala infatti scorci e paesaggi da fiaba. Tra le strade di Sabbiadoro la vita scorre veloce. È il ‘quartiere’ principale e originario, dove si trova ancora qualche edificio del primo insediamento nella penisola lignanese voluto da imprenditori della ricettività udinesi e veneti arrivati ai primi del ‘900 in barca da Marano: dal grande albergo Marin a Villa Gattolini sul lungomare, al caseggiato dell’Albergo Scarpa che sul retro dava spazio al cinema all’aperto, quello al coperto si trovava di fronte, e che oggi è animato da un’icona dell’agroalimentare presente dalla metà del secolo scorso. Una vita che scorre veloce, ma cadenzata ritmicamente dalla consuetudine di un rito antico e sempre attuale, che si sviluppa dall’alloggio, alla spiaggia, al bagno di sole, all’acqua rinfrescante. Per ripetersi dopo il pranzo e il riposo. La sera, dopo cena, la passeggiata si concentra lungo l’asse centrale, tra i negozi, i locali, i ritrovi di tendenza. O nel polmone verde della piazza San Giovanni Bosco, dove si trova il Duomo, ma anche una grande giostra storica, per i più piccini, con i giochi all’aperto loro dedicati. Lo stesso accade nel quartiere centrale della penisola lignanese: City. Dove la movida si addensa in piazzale Ursella. Lì accanto c’è il cinema-teatro Cinecity.

Lo stesso piazzale, d’estate si anima per iniziativa degli operatori, e ospita concerti e musica dal vivo. Poco più in là il Parco Junior per i più piccini. Per un’utenza che arriva dagli appartamenti, dagli alberghi del lungomare, dal Villaggio Bella Italia, dalle case tra l’arenile e la laguna. Una distesa di pini marittimi e del sottobosco tipico delle terre rivierasche attornia il villaggio già GeTur, immerso nel verde, vocato all’accoglienza sportiva e dei turisti attenti al territorio, e uno degli angoli più suggestivi, la chiesetta quattrocentesca di Santa Maria del Mare, trasferita accanto al Villaggio Bella Italia a metà del secolo scorso dalla riva destra del fiume Tagliamento, per strapparla all’erosione delle acque. Il gesto solidale di un imprenditore lungimirante, che come molti pionieri del turismo della Riviera friulana ha permesso a Lignano, alle terre rivierasche, alla vicina Grado di consolidarsi e divenire realtà attrattive in una Regione, il Friuli Venezia Giulia, che è stata definita una tra le più creative del mondo.

Ne è un esempio Lignano Pineta, realizzata su disegno dell’architetto D’Olivo sulla pianta a forma di chiocciola che intende evocare i temi filosofici della Sezione aurea e rende inconfondibile dall’alto la struttura dell’area. Dalle sue strade, si percepiscono la riservatezza, la tranquillità, il senso di benessere che è quasi una sensazione da wellness.

Senza considerare la privacy generata da strade a curvatura continua per trasmettere una sensazione di tranquillità agli ospiti del quartiere più signorile della città. Città, perché se è abitata da oltre 6 mila persone, in piena stagione è popolata da oltre 250 mila tra turisti, ospiti residenziali, amanti del mare Adriatico, della comodità di una spiaggia sabbiosa che degrada con lenta progressione verso il largo, delle innumerevoli attrattive e attrazioni, peculiarità, eccellenze offerte da Lignano e dalla Riviera friulana.

Dalla spiaggia, dal Kursaal, la struttura d’elite, pensata per divenire anche il casinò dell’Alto Adriatico, con il teatro, la discoteca, il grande terrazzo discoteca per le feste con piscina, si passa alle terme adiacenti, ai campeggi, al villaggio fatto di ville padronali che come in una parte di Pineta arredano il verde di Riviera. È il quarto quartiere di Lignano, e si protende fino alla riva destra del Tagliamento, fino al ‘confine’ con il vicino e amico Veneto. Tra tennis club, marine, centri benessere, campeggi, impianti sportivi, per completare l’attrattività dell’accoglienza alla quale Lignano è ormai vocata. Visto? L’abbiamo percorsa da est a ovest, in senso latitudinale, perché, leggermente orientata a Nordest, è questo il senso lungo il quale si sviluppa la penisola di Lignano, da ‘Lignanum’, conosciuta già dai Romani e così chiamata, forse perché ricoperta dal bosco, dalla Silva lupanica che ricopriva la pianura Padana, così come la penisola lignanese, anticamente popolata, si dice, dai lupi. O forse perché da qui veniva imbarcato il legname trasportato lungo il fiume dalla Carnia. Ma eravamo partiti dal concetto di penisola. Arrivando dal mare non si distingue per tale, finché, a poche miglia dalla costa, si intravvedono i varchi nello skyline in corrispondenza della foce del Tagliamento, sulla riva sinistra si sviluppa Bibione, nel comune friulano fono di San Michele al T., e l’ingresso della laguna di Marano.

Arrivati alla boa foranea, basta procedere verso nord lasciata sulla sinistra la Terrazza Mare, con il pontile di Pineta l’unico terrazzo che sporge sull’acqua, e si imbocca esattamente il canale che porta a Marano Lagunare e allo scenario incantato della laguna, delle foci dello Stella, del villaggio dei Casoni che vi è stato realizzato dai pescatori, le isole interne che rappresentano l’intercoast del litorale. È lì accanto che si sviluppa il polo nautico lignanese affacciato alla laguna.

Il Marina punta faro, realizzato negli anni ’80 con il villaggio dei terramare sul modello della località francese di Port Grimaud, e la Darsena vecchia, originariamente approdo per i pescatori e base di ricovero degli idrovolanti in tempo di guerra, così come il lungomare era una pista per il decollo e l’atterraggio dei ricognitori. Dalla Darsena vecchia salpano e approdano i vaporetti per visitare la laguna, lo Stella, le isole, raggiungere Marano e Grado.

Ecco, abbiamo compiuto un tour breve a Lignano Sabbiadoro, ma ci resta il lungo laguna, uno dei balconi più belli della città, dal quale ammirare la distesa d’acqua, la costa interna della laguna rivolta alla Riviera friulana fino a Grado e alla Laguna. Lo sfondo morbido della corona delle Alpi, che viene esaltato, d’inverno, dal candore della neve.

Un tour, o un giro, che oggi si può compiere interamente in bicicletta, essendo stato completato il tratto di ciclabile in laguna dalla litoranea veneta. Ma la penisola? Ci si dimentica della ricchezza di un luogo nel quale è possibile apprezzare i cambiamenti che vive la natura nell’intero arco dell’anno scandendo le caratteristiche delle stagioni. Ma quanti sono i turisti che non l’hanno mai scoperto?

Troppi, forse, perché si tratta di una caratteristica fondante per una città che vive dell’animazione della stagione turistica, ma offre molto anche fuori stagione. Presenta peculiarità che si possono apprezzare maggiormente quando non si è distratti dai ritmi della vacanza che coinvolgono tutti, anche chi vive e lavora a Lignano.

IMG_8883

Le ciclabili a Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro, con il completamento delle ciclabili, si presenta in una veste nuova e moderna, adatta ad accogliere al meglio i protagonisti del turismo lento. Una modalità di vacanza che si sta espandendo a macchia d’olio. E che nella città balneare, ma in particolare nelle terre rivierasche con le proposte complementari di eccellenza, ha molto da apprezzare.

Carlo Morandini