Da Rivignano a Porpetto a Lignano le attività rivierasche per ribadire l’appeal dell’eccellenza

#Lignanoriparte , come #Riv ierafriulanariparte , ma a regime ridotto. Le ultime prescrizioni anti pandemia, se hanno l’obiettivo di ridurre i contagi e il rischio di nuovi loIMG_1448ckdown, lasciando un po’ di respiro a tante attività commerciali, pubblici esercizi, aziende agricole e agroalimentari, alberghi e altre realtà legate al turismo in vista delle festività natalizie, in effetti rispetto alla situazione di normalità sono solamente un palliativo. Anche nella Riviera friulana, se gli operatori attendevano con impazienza il momento di riaprire, si stanno impegnando per mantenere le loro attività al minimo vitale. Per esempio la ristorazione segnalata dalle guide, a cominciare dal Ferarut di Rivignano, dove Alberto Tonizzo ha saputo modulare la sua attività a seconda di quanto gli veniva concesso al momento, prima per asporto, poi le consegne a domicilio del menù, l’asporto da Bistrò già Bar annesso al fabbricato dello storico ristorante rivierasco. Ora con le misure e precauzioni già sperimentate e collaudate con successo IMG_1446 ed efficacia la scorsa estaIMG_1450te. Riscuotendo da subito l’assenso di fans, degustatori e gourmet. Perseguendo sempre, come paradigma assoluto, la qualità che ha fatto crescere senza interruzione, lockdown forzato a parte, il locale, il personale, lo chef. Una qualità che si mantiene da decenni. E che proprio in questi giorni è stata richiamata da uno storico del calcio, che ha ricordato Paolo Rossi, spesso in visita alFerarut. Rossi amava la Riviera friulana, dove trascorreva l’estate.

Come condivideva spesso queste terre per incontrarsi con grandi friulani del calcio, come Dino Zoff, Enzo Bearzot, Fulvio Collovati, nato proprio a Rivignano. Stesso percorso per la Tavernetta Da Aligi di Porpetto, dove Clia e Mari, assieme a Ezio in cucina, hanno percorso queste fasi per ricominciare in sala con chiusura obbligata alle 18.

Anche a Lignano dalla Farmacia dei sani di Patrizio Faidutti e Monica, Al Bancut di Arnaldo Anastasia e Petra, al Kings di Francesco Dalle Crode, che ha operato per asporto dalla sede di Latisana, alla Vineria Fabbri di Sergio Prevarin, la ripartenza era attesa con ansia e voglia di riprendere a lavorare. A ranghi ridotti e commisurati al momento.

Ma a Lignano, per esempio, il desiderio di ricominciare a vivere un ambiente che si basa sulla vita di relazione è forte tra i cittadini, dai più giovani ai meno giovani, che si stanno adattando alle misure correnti. Ma spesso stentano a districarsi nella selva di esiti dei vari DPCM, e ordinanze. Magari vai al bar, trovi finalmente il banco tutto per te, e alla cameriera gentile e disponibile che ti serve subito chiedi un caffè ristretto. E lei ti risponde si, però sono le 17 e lo può bere soltanto al tavolo. Dopo un attimo di incertezza, non resta che rispondere: -“ah già, scusa”. E raggiungere con finta noncuranza il primo tavolo libero attendendo la cameriera che te lo porterà con garbo ed eleganza. È successo a me, al Fontana in piazza Fontana a Lignano Sabbiadoro, che ora, assieme al Barincentro che aveva continuato a mettere a disposizione dei cittadini e degli visitatori della città almeno il caffè e quant’altro si poteva per asporto. Offrendo un servizio importante e sospirato a chi voleva vivere la città, o vivere nella città, sempre nel pieno rispetto delle regole. Mattia Bianchin, titolare del Fontana, che ha acquisito la scorsa estate un’altra attività analoga nel cuore di Pordenone, ci accoglie mentre sta sistemando il locale, perché deve evidentemente operare con il personale commisurato alla sostenibilità del caffè che questo periodo particolare consente. Lavoriamo per tenere aperto, ci spiega. L’apertura fino alle ore 18 penalizza i locali pubblici di una città basata sul turismo. Ma anche qualsiasi altra località. Perché è dopo quell’ora che si incontrano gli amici e le amiche per un drink e una chiacchierata prima di cena. Ma questo, per il momento, è il limite concesso. Entro il quale anche il Fontana ha visto confermare l’affetto e l’attenzione della clientela soprattutto locale. Come di qualche visitatore che ama Lignano anche oltre la stagione balneare. Mattia ha messo a disposizione il locale e il personale con la consueta professionalità. Ricambiato dal gradimento della clientela della clientela che non ha mancato di confermare piazza Fontana come nucleo vitale della città nel periodo prenatalizio. Nel quale via Gorizia, verso la Terrazza mare, tra il grande albero sistemato sulla fontana, assieme al corso centrale e alla zona del Presepe, allestito nel tendone ma visitabile soltanto per via telematica, assieme a piazza San Giovanni Bosco e alle vie principali, sono state addobbate dal Comune con i simboli luminosi delle festività. Anche Mattia Bianchin, come gli altri operatori guarda con ottimismo al dopo emergenza. Nella certezza che l’appeal della città, grazie anche alla qualità dell’offerta e alla professionalità della Lignano di eccellenza, potrà essere confermato anche in un 2021 destinato alla ripresa definitiva del dopo pandemia.

Carlo Morandini

(1-segue)