Musica soft lume di candela l’habitat notturno dell’arenile concorrono a far apprezzare piatti di pregio

E vipalya12020ni scelti in abbinamento per creare amozioni tra gli ospiti più attenti della città

Metti una sera a cena… il ricordo di Ennio Morricone, chissà perché in questi giorni mi fa ritornare alla memoria momenti importanti della cinematografia mondiale. Ma ‘metti una sera a cena… i piedi sulla sabbia dorata dell’arenile di Lignano Sabbiadoro, in una delle porzioni del litorale rimaste, anche architettonicamente, come nel XX secolo, sotto a un tavolo per degustare la cucina di pregio, accuditi da personale attento, in attesa dei piatti curati dallo chef piemontese, ascoltando musica swing, eseguita anche con strumenti d’epoca da una band udinese. E il gioco è fatto. All’imbrunire, la spiaggia assume i colori pastellati di un quadro di Monet. Le luci soffuse a lume di candela assecondano l’albedo lunare creando un’atmosfera soffusa. Queste le sensazioni che Francesco Rizzi vuole trasmettere al ristorante Playa.

Esempio di un progetto portato a compimento e mantenuto a regime che Francesco ha fortemente voluto, assieme alla sua compagna,  per vincere una nuova partita.

Quella di riposizionare la città balneare verso una ‘reputation’ turistica che alla fine del secondo millennio la vedeva collocata tra le prime posizioni del gradimento e delle attese di un turismo attento e alla ricerca della qualità e dell’offerta di attrattive peculiari. “È questo l’obiettivo che ci dobbiamo porre – commenta Francesco Rizzi – per rilanciare Lignano e recuperare quelle fasce di mercato turistico medio alte, a ospitare le quali, Lignano, è vocata grazie a strutture, una condizione ambientale e una collocazione geografica particolari, una situazione urbanistica e la presenza delle acque costiere e lagunari di qualità, la vicinanza di altre attrattive turistiche, storiche, archeologiche, della stessa montagna”. “E la presenza sul territorio retrostante – aggiunge – la Riviera Friulana, di attività e attrattive ormai di qualità”. “Ma i primi a dover credere a tutto questo – precisa Rizzi – dobbiamo essere noi operatori: dobbiamo perseguire la qualità, ricercare quella qualità per la quale Lignano era amata e conosciuta e che Lignano sapeva offrire, anche per una stagione turistica allungata”. Serve, per Rizzi, che ha vissuto il lockdown’ costretto a chiudere l’altro ristorante di famiglia che è aperto per tutto l’anno, che riscoprendo l’amore per la propria città i suoi operatori facciano sistema, oltre a riplaya2020creare l’offerta di qualità, nei servizi, nel commercio, nella ristorazione, nella ricettività. Rizzi, al Playa, all’avvio di ogni stagione cerca di ricreare tutto questo. Di proporre il suo locale a un target che quando era ritornato a Lignano, una ventina d’anni fa, animava la città balneare. A maggior ragione stavolta. Quando l’obiettivo degli operatori è quello di recuperare l’appeal verso ospiti potenziali che stanno appena decidendo se e come trascorrere le vacanze. Attenta cura dei piatti realizzati con prodotti di pregio elevato con accostamenti e tecniche di realizzazione che sappiano emozionare. Abbinamento dei vini destinato a valorizzare la cucina. Ricercati in realtà spesso poco conosciute ma specializzate nell’alta qualità. Dai vigneti di Muggia, a quelli delle Lipari. Come il Polipo di scoglio alla brace su crostone di pane alla curcuma pomodoro datterino confit e burrata liquida. O i ravioli al nero di seppia con ragù di fasolari su pappa ai pomodorini. O il bonnet delle Langhe. Il tutto insaporito dall’atmosfera speciale che la spiaggia sa attivare.

PHOTO-2020-07-10-12-39-00Con il condimento dell’alba della luna, piena, che fa capolino tra gli ombrelloni, chiusi, in attesa dell’arrivo del sole.

Carlo Morandini