GEMELLAGGIO IDEALE TRA IL PROGETTO DELLA NUOVA DENOMINAZIONE COMUNALE ‘CAPACCIO PAESTUM’ E L’IDEA RIVIERASCA
E’ stata presentata a Paestum (SA) la Carta del Gusto della Riviera Friulana. E con essa i suoi sapori e le sue specificità e peculiarità. La presentazione, in occasione dei 35.Interautostradali di ciclismo, il Campionato Italiano dipendenti autostrade, che si è sviluppato per una settimana sulle strade del Cilento. E in particolare, delle premiazioni dei protagonisti della manifestazione. Ai quali, assieme a pregiati premi artistici legati all’antica storia della cittadina di origini greche (vi sorgeva la città di Posidonia) e romane, sono andati anche prodotti della Riviera Friulana. Unitamente alla Carta del Gusto. L’illustrazione, nell’anfiteatro del Villaggio Oasis di Paestum, ha generato un

Il presidente della ass.La Riviera Friulana Carlo Morandini

Il presidente della ass.La Riviera Friulana Carlo Morandini

gemellaggio ideale tra l’idea rivierasca e la comunità locale. Paestum, il sito archeologico nel quale sono conservate le vestigia pressoché intatte di tre antichi templi votivi dedicati agli dei pagani, un bene ritenuto unico al mondo e patrimonio dell’UNESCO, si trova in Comune di Capaccio. Un nome, quello del Comune, che deriva dal latino, originariamente Calpatium, e ancora prima Caput Acquis. Discenderebbe da Caput Acquae, ovvero origine dell’acqua. Perché a Capaccio Vecchia, nella zona del Santuario della Madonna del Granato, sulla strada di accesso del quale, una ripida salita, si è svolta la prova crono individuale del Campionato, c’erano le sorgenti del fiume. E’ però patrimonio di pochi sapere che Capaccio è l’Amministrazione comunale sul territorio della quale si trova Paestum. E, di conseguenza, altrettanto pochi sanno che a Capaccio vi sono strutture ricettive, e della ristorazione, di alto livello. Per esempio, la prima BioOsteria del Sud, in un hotel di pregio, aziende agricole bio e specializzate, hotel a cinque stelle, villaggi turistici ecc.. Questa scarsa conoscenza del posto si riflette negativamente sullo sviluppo delle grandi potenzialità turistiche dell’area, perché sull’indirizzo postale, nelle ricerche in web e sugli indirizzari, in riferimento alla località archeologica si ritrova il nome di Capaccio. Che non è abbinato a quello di Paestum, noto, invece, in tutto il mondo, specialmente nell’ambito del turismo di nicchia e di alto livello. Per poter puntare a una promozione turistica adeguata al livello dell’offerta archeologica, e unire a quest’ultima la proposta turistica, il Comune ha lanciato una proposta, che sarà vagliata dalla popolazione locale attraverso un referendum. Unire alla denominazione comunale di Capaccio, nome che per chi non ha fatto studi classici rischia di essere assimilato a un sostantivo dispregiativo, il nome di Paestum. Ovvero, chiamare il Comune: Capaccio Paestum. Questo senza nulla togliere alla tradizione locale, ma arricchendone le potenzialità turistiche. Ne ha parlato il sindaco di Capaccio, Italo Voza. Che è rimasto personalmente colpito e interessato dall’idea rivierasca friulana. Idea, che in un certo senso precorre la strada intrapresa dal Comune campano. Tende infatti a introdurre, come ha specificato il Presidente dell’Associazione Culturale La Riviera Friulana, Carlo Morandini, certo soltanto idealmente, e non sulle carte geografiche, una denominazione solare e positiva al territorio che è compreso tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle risorgive e il litorale friulano, per facilitarne la comunicazione. E in modo particolare per favorire la promozione turistica ed enogastronomica, l’offerta culturale, paesaggistica, ambientale, rurale, nautica, dell’area considerata. In altre parole, per consentire la moderna promozione turistica, anche via web, di un prodotto di pregio, attorno a un marchio territoriale che è Riviera Friulana. Si pensi, che a poche decine di miglia nautiche da Paestum, si trovano Amalfi e Positano, che dai lidi di Capaccio, con il bel tempo, si intravvedono sospese sulla costa. Nonostante la ricchezza storica, paesaggistica, ambientale, architettonica di questi oggi visitatissimi siti marinari, ricchi di memoria e di elementi di pregio artistico e culturale, per lanciarli si è pensato di riunire la comunicazione dell’intera area attraverso l’accattivante denominazione di Riviera Amalfitana. Probabilmente, l’intero comprensorio, seppur oggi talmente esclusivo, pregiato, ambito, da far lievitare il costo delle abitazioni a decine di migliaia di euro al metro quadro, non avrebbe avuto la stessa fortuna sotto il profilo turistico se si fosse chiamato, per esempio, Bassa campana.

Paestum, 1 giugno 2014.
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