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Author: admin

Carta del gusto magazine della riviera friulana 2.a tappa di presentazione a Pertegada (Ud) dal CAV. Guido Lorenzonetto

Un focus sull’agrivoltaico occasione per raccontare a giornalisti, amministratori, operatori agricoli i contenuti del nuovo magazine

Dai sodalizi di volontariato culturale, Italia Nostra ha contribuito a codificare il paesaggio rivierasco e a esaltarne la ricchezza

Un territorio solcato da innumerevoli piste ciclabili che arrivano e conducono all’Arco alpino, all’Austria, alla Slovenia, al Veneto orientale

Il paradiso dei cicloturisti? La riviera friulana con il raccordo dall’Austria a Palmanova, Aquileia, Grado, Marano Lagunare, Lignano, Sacile

Seconda tappa della presentazione della Carta del Gusto della Riviera friulana, il magazine che mette in rete e fa conoscere peculiarità ed eccellenze dell’area compresa tra il Tagliamento e l’Isonzo e i loro bacini, la linea delle risorgive, il litorale del Friuli Venezia Giulia, a Latisana.
L’occasione, il partecipato corso organizzato dall’ARGA FVG, l’Associazione culturale La Riviera friulana, con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana e Italia nostra, sulla nuova tecnologia per la produzione di energia elettrica solare con l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle campagne. 

Sono intervenuti a introdurre il corso Carlo Morandini, presidente di ARGA FVG e dell’Associazione rivierasca, Gian Paolo Girelli, Segretario nazionale UNARGA, l’Unione delle ARGA, moderatore del focus, Gabriele Cragnolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, il sindaco di Tricesimo, Giorgio Baiutti, località nella quale si è verificata una criticità normativa in materia, Massimo Brini, referente del turismo nella Giunta comunale di Lignano Sabbiadoro, Marco Lorenzonetto, viticoltore, con il padre, Guido Lorenzonetto, e la sorella Mara ospite dell’iniziativa. 

Al termine dei lavori, il presidente dell’Associazione culturale La Riviera Friulana, il Cav. Carlo Morandini ha ricordato che cos’è la Carta del Gusto: un patto tra il sodalizio di volontariato culturale e gli operatori e le realtà coinvolte finalizzato a raggiungere gli obiettivi sanciti dallo Statuto dell’Associazione, ovvero un accordo che gli aderenti si impegnano a rispettare. Mentre Gian Paolo Girelli, moderatore del focus sull’agrivoltaico, ha ricordato i contenuti e la fonte dell’idea rivierasca, che dal 2006 a oggi ha sviluppato un’accurata attività di comunicazione, conoscenza, promozione del territorio e delle sue molteplici attrattive, tanto da far divenire la denominazione Riviera friulana, marchio registrato, sostantivo di uso comune riferito all’area considerata. 

La Carta del Gusto della Riviera friulana, ha ricordato Morandini, consiste in oltre sessanta pagine corredate dalle splendide immagini fornite dal Foto cine club Lignano, dallo stesso Morandini, da Ida Donati e Marco Morandini, e presenta tra l’altro l’attività e gli obiettivi dei sodalizi culturali che animano l’area e collaborano alla concretizzazione del progetto rivierasco: lo stesso Foto Cine Club Lignano, la sezione di Udine di Italia Nostra, il Club per l’UNESCO di Udine, l’Associazione per Giulietta e Romeo in Friuli. Quest’anno la Carta del Gusto pone il focus sulle suggestive opportunità offerte dalla fitta rete di piste ciclabili esistenti nell’area e in collegamento con la stessa. È infatti raggiunta dalla ciclovia FVG n1 Alpe Adria, che scende da Tarvisio e dirige verso i due siti UNESCO di Palmanova e Grado attivando un circuito virtuoso che permette di proseguire fino a Trieste e poi le coste della Slovenia da un lato, dall’altro di raggiungere Marano Lagunare, Lignano Sabbiadoro, Punta Tagliamento e proseguire da lì, grazie al Passo barca di collegamento tra la sponda friulana, quella sinistra, e quella veneta, destra del fiume più importante del Nordest verso il Veneto. E tra breve, da poco finanziata la ciclabile litoranea del Veneto, raggiungere l’intera dorsale adriatica della Penisola, fino al mare Ionio. Una rete di ciclabili che consente di toccare altri siti e località di interesse storico, turistico, artistico e culturale del FVG, da Cordovado a Sacile, a Pordenone, Poffabro e ritornare lungo la fascia Pedemontana. 

Nell’edizione n.6 della Carta del Gusto, quella considerata, c’è dunque attenzione all’azione di Italia Nostra, e Gabriele Cragnolini, presidente della sezione friulana, ha affrontato il tema del paesaggio, un bene tutelato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che appartiene ai cittadini e rappresenta uno degli elementi fidelizzanti del turismo di pregio, quello lento, che reca redditività all’economia regionale. Infatti il settore turistico rappresenta la principale fonte per la composizione del Pil del FVG. Un paesaggio che va protetto e valorizzato limitando discrasie e scelte distorsive di sviluppo anche energetico. 

La Carta del Gusto della Riviera friulana dà spazio anche alle eccellenze del gusto, ponendo l’accento non direttamente sui prodotti, bensì sui personaggi che animano e hanno creduto e valorizzato il territorio rivierasco.

Pionieri dell’agricoltura, dell’agroalimentare, del turismo territoriale e dei sapori, come Guido Lorenzonetto, titolare dell’azienda dove si è svolta la presentazione, oggi assieme oltre alla moglie xx, ai figli Marco, enologo, Mara, alla promozione assieme alla moglie di Marco, Chiara. Un’azienda agricola, produce anche olio di pregio, soprattutto vitivinicola, nella quale, Guido fin dalla costituzione, ora anche Marco ha sempre perseguito la valorizzazione e lo sviluppo del territorio, dei terreni vitati, delle varietà viticole autoctone o che rappresentano per il territorio caratteri di distinzione e unicità.

Mentre i vini dell’azienda sono premiati ai concorsi vinicoli, come il Verduzzo, il Prosecco Doc Spumante Brut Millesimato, uvaggi come il rosso ‘Blancjuris’, Cabernet Franc, Merlot e Raboso, sono la vera espressione delle terre rivierasche. Il nome, ‘biancori’ in lingua friulana, deriva dal singolare affioramento di acqua salmastra tra i filari, risultato del cuneo salino che dal mare risale la corrente del fiume Tagliamento, ma caratterizza anche il sottosuolo.

Ne deriva un vino piacevole, profumato, con una lieve sapidità che ne esalta il gusto, affinato in barrique e tonneau sui lieviti che ne ammorbidiscono il tratto. Un vino quasi da meditazione calato nella pianura rivierasca, in una realtà che si trova al centro tra lo scorrere delle acque dolci del fiume Tagliamento, quelle salmastre della Laguna di Marano, la brezza sapida dell’Alto Adriatico e le influenze salmastre del sottosuolo. Quindi adatti anche ai prodotti tipici dell’agricoltura friulana e rivierasca. 

Traminer e Riesling, vista basilica romanica e in bici fino alle rive del Tagliamento dove sostò Hemingway

La sapidità dei vini dove l’acqua salmastra affiora tra le vigne e una terrazza dal sapore germanico a Pineta

Da Grado ad Aquileia (Ud), antica città romana con i resti che ci testimoniano l’antica civiltà forse meglio conservati del Nord Italia, seguendo il percorso che per le vie carriabili affrontavano i legionari per rientrare nella capitale dell’Impero, e accanto al fiume Natissa, lungo il quale nel secolo scorso si è sviluppata un’attività cantieristica per grandi sloop a vela di fama internazionale che i fondatoricome Rinaldo Puntin ricorda a cinquant’anni dalla fondazione. 

Fiume, che consentiva ai Romani di trasportare le merci fatte arrivare al porto di Aquileia per la via Annia e le strade consolari dalle Alpi, in barca fino all’Adriatico attraversando anche la Laguna di Grado. Prima di Aquileia si arriva in via Beligna, la strada quasi interamente rettilinea che porta a Fiumicello, il paese delle pesche, ma dove si incontra subito l’azienda vitivinicola Brojli, della famiglia Clementin

Originata dall’attività agricola di nonno Orlando, a Terzo di Aquileia (Ud), è stata sviluppata dapprima nel Comune contiguo dal figlio Franco. 

Oggi ad Aquileia valorizzando un preesistente fabbricato agricolo per farvi, accanto alla cantina il punto degustazione che si avvale di un suggestivo plateatico sul prato esterno, con sullo sfondo la skyline impagabile dell’antica basilica di Aquileia. 

Franco, oggi assieme al figlio Antonio in cantina, alla moglie Liliana e alla figlia Sveva ha valorizzato i vitigni autoctoni accanto a quelli internazionali, sempre richiesti soprattutto dai numerosi turisti austriaci e tedeschi che arrivano fin qui anche dalla ciclabile raccordata con la Ciclovia 1, Alpe Adria, e la direttrice per Grado

Con gli asparagi di Fossalon, terreni sabbiosi a pochi chilometri di distanza da qui, Franco e Antonio suggeriscono il Traminer Campo di Viola, un sito che si ritiene coltivato a vite già dai romani, vino presente sulla Carta del gusto della Riviera friulana

Oppure un più minerale ma bilanciato e sapido Riesling. 

Rotta verso la foce del Tagliamento dove Hemingway fu incantato dal grande fiume

Sul versante opposto dell’area da noi considerata, sulle rive del Tagliamento, dove lo scrittore americano Ernest Hemingway trascorreva parte del suo tempo ad ammirare lo scorrere delle acque del fiume Tagliamento, il limite imposto delle acque tra le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, Alla Vecchia Finanza, del complesso della Sil, Società Imprese Lignano di Renzo Pozzo, si affaccia tra il fiume e la sua foce nell’Alto Adriatico. 

Il menù del locale privilegia il pesce, ma c’è spazio anche per chi desidera altri percorsi gastronomici o si sofferma per l’aperitivo, magari nel pomeriggio ammirando le colorazioni particolari che assume il fiume con le luci del tramonto. 

Come abbiamo riportato sulla Carta del Gusto della Riviera friulana qui si arriva facilmente anche dal Veneto e ‘perfino’ da Sabbiadoro in bicicletta. 

Questo è infatti il ‘terminal’ del percorso ciclabile che scende lungo la riva sinistra del Tagliamento, di quello che arriva da Sabbiadoro attraversando la pineta del Villaggio Bella Italia lungo la pista aperta a tutti, ma da qui si può ripartire per un’altra avventura sui pedali, verso il Veneto Orientale, parte della Riviera friulana in quanto terre friulanofone, fino a Bibione e proseguire oltre, a vedere la Vallevecchiadove vi sono resti romani, la Brussa, e lungo la costa a Caorle, Jesolo, o nell’entroterra, magari accanto a canali come la Litoranea Veneta, che è parte di un percorso navigabile che risalendo per l’ultimo tratto il fiume Po ci può portare in gommone o con una imbarcazione medio-piccola, fino a Torino. 

Tra Latisana e Lignano il salmastro affiora tra le vigne e regala sapidità ai vini

Ma rimaniamo in Riviera per dedicarci al territorio della Bassa friulana, che ne fa parte. Una denominazione che deriva dalla dominazione austroungarica su queste terre, periodo che ha lasciato traccia tutt’oggi nella topografia ufficiale. 

Lungo la strada regionale 354, già Ss, a Pertegada in Comune di Latisana, alle porte di Lignano, Guido Lorenzonetto, come altri lungimiranti operatori che si contano con le dita di una mano, aveva visto lungo pensando di sviluppare terre inizialmente aride e abbandonate, e che invece oggi generano vigneti dai quali si ricavano vini premiati nei concorsi regionali e internazionali. 

Guido ancora presente anche in campagna, e suo figlio Marco, in cantina, in una nuova cantina dotata delle tecnologie più avanzate, hanno saputo esaltare i sentori di un’area inizialmente eletta alla sola cerealicoltura, poi alla pioppicoltura. 

Una terra di confine che conduceva al mare, alla spiaggia dorata di Lignano. A confermare la sua lungimiranza gli stessi terreni che regalano quel pizzico di sapidità dal quale i vini, anche rossi, ricavano quel sentore aggraziante e delicato che richiama la vicinanza dell’Alto Adriatico. 

Infatti, in una vigna a poca distanza dalla sede aziendale in periodi particolari affiorano i sali delle falde di acqua salmastra che dal mare si estendono fino all’interno del retroterra, tanto da regalare ai terreni coltivati un aspetto biancastro e luccicante, come una lieve nevicata. 

Su questo terreno crescono le viti che hanno consentito di produrre Lis Blancjuris (le biancure in lingua friulana), un rosso Cabernet e Refosco dal Peduncolo Rosso completo e complesso, ma morbido e suadente, adatto per arrosti e carni o formaggi strutturati. 

Dopo esserci intrattenuti con Guido, Marco, salvo che sia in cantina, sua madre Ornella, la sorella Mara o con Chiara, la moglie di Marco, tutti esaurienti teacher delle carature del territorio, e avere assaggiato alcuni prodotti tipici locali da sposare al nostro Lis Blancjuris, rotta verso Lignano Pineta (Ud). 

Obiettivo un ristoro dal sapore germanico alla Terrazza Cortina, gelateria, paninoteca, cocktail bar, in Raggio del bisato, dove lo strudel con la ricetta tedesca di mamma Cornelia e il gelato della figlia Lucia sanno assecondare le attese di grandi e piccini. 

Una location che si apprezza tutto l’anno perché sempre aperto, ma soprattutto all’arrivo della primavera, perché diviene interamente fruibile il grande terrazzo esterno, dove si possono degustare anche le piadine con prodotti del territorio, sempre di Lucia, e le altre proposte che nel tempo hanno saputo fidelizzare una clientela eterogenea ma affezionata.

Carlo Morandini

Cucina della tradizione pasquale e rivierasca nei locali del retroterra e delle città balneari

Nonostante la ‘Pasqua Bassa’ ripartono con la primavera le attività di pregio dell’area

Da Lignano a San Giorgio di Nogaro

La ricorrenza della Pasqua è una festività religiosa mobile perché la sua data si sposta di anno in anno e coincide con la prima domenica successiva alla prima luna piena di primavera, stagione che inizia convenzionalmente il 21 marzo, ma quest’anno, che è bisestile, il 20 marzo. A decidere della scadenza della Pasqua è stato il Concilio di Nicea del 325 d.C.. Pasqua è importante per i suoi riflessi anche a livello turistico perché coincide con le festività in Austria e Germania e con l’arrivo dei turisti di lingua tedesca è l’occasione per le attività delle località turistiche e balneari per riaprire i battenti dopo la pausa invernale. I giorni di festa inducono infatti turisti e frequentatori a trascorrere qualche giorno o qualche ora al mare, in campagna, in collina, in montagna.

Quest’anno la festività della primavera cade il 31 marzo e viene chiamata Pasqua bassa, perché è in anticipo rispetto alle altre opzioni del calendario. Una situazione che assieme a condizioni meteo per ora piuttosto instabili ha rallentato l’interesse e l’affluenza verso i luoghi del mare, facendo ritardare anche la riapertura da parte di operatori meno motivati avviare così presto le loro attività, perché presumibilmente la frequentazione delle spiagge e l’afflusso importante dei turisti inizierà nel mese di maggio. Ciò nonostante, diversi operatori credono giustamente nell’affermazione di una destagionalizzazione dell’affluenza al mare e sia a Lignano che a Grado hanno già riaperto. A dire il vero, c’è chi lo ha fatto da tempo.

Tra i locali presenti sulla nuova rivista Carta del gusto della Riviera friulana, Annalisa Altieri all’Hotel Blue Marine di Lignano Sabbiadoro (Ud) per Pasqua propone un menù destinato ad assecondare la tradizione sia per i piatti di pesce che per gli amanti delle pietanze a base di carni pregiate. Una cucina di contaminazione la sua, con la Capasanta assieme a carciofo fritto ‘crumble’ salato, salsa e zafferano, oppure la Fassona, battuta di carne della razza bovina piemontese con ‘coulis’ di lamponi, uovo di quaglia e stracciatella.

Un altro esempio, Al mare andata e ritorno, ovvero cappellacci di mare in brodo di cavolo nero e caviale, e Crespella, ripiena di fonduta, asparagi, guanciale croccante. Un’altra ‘new entry’ nel club delle attività che aderiscono all’Associazione culturale La Riviera friulana è Stella di mare, la rinascita del ristorante del Marina Sant’Andrea a San Giorgio di Nogaro (Ud) con Claudia Azzano e l’irlandese Robert Goose, che ovviamente punta sulla cucina di mare, elaborata e attenta agli abbinamenti cibo-vino, che essendo esperta sommelier cura personalmente in sala.

Con l’entrée le bollicine e la Rosellina di trota marinata su cappuccio viola e uova di trota e a seguire grandi vini bianchi con il Tentacolo di polpo con crema di piselli, ‘julienne’ di pomodoro secco e ‘chips’ di patate viola, per passare alla lasagnetta al ragù di seppia e besciamella ai carciofi e l’intrigante risotto con crema di broccolo romanesco, vongole e cappuccio viola croccante.

Un mix tra l’Alto Adriatico e la campagna della Riviera friulana con il Trancio di ricciola su crema di sclopit. Claudia Azzano ci tiene oltre che al menù anche ai vini che hanno fatto la storia dello sviluppo dell’enogastronomia e di segmenti dell’economia del Friuli Venezia Giulia e del Nordest, e la Millefoglie di Colomba viene esaltata da una provocatoria Crema al Tocai, oggi, purtroppo, per decisione comunitaria, genericamente ‘Friulano’.

Presente sulla Carta del gusto della Riviera friulana anche il Playa Beach Restaurant Lignano di Lignano Sabbiadoro (Ud) dove se è evidente che non sarà ancora possibile vista la Pasqua ‘precoce’ pranzare o cenare con i piedi scalzi sulla sabbia e rilassati sotto al tavolino, Ketty Cristin e Francesco Rizzi proporranno nell’elegante interno del locale e nel sottoportico sul Lungomare Marin (civico 24) bollicine e prelibatezze di mare e di terra e altro ancora.

Sempre fronte mare e a Sabbiadoro (Ud), nei pressi della Terrazza Mare, Municipio 36 Bistrò di Emanuel Nin propone la cucina della tradizione sia di carne che di pesce.
Ritornando all’arco rivierasco a La Rucola di Castions di Strada (Ud) lo chef-ristoratore Villi Barbiero ha eletto il pesce quale motivo conduttore del suo menù di Pasqua.

Per cominciare l’aperitivo con la Ribolla Gialla assieme alla Spuma di baccalà & acciughe del Cantabrico la Julienne di polipo & seppie all’arancio e zenzero.

Code di gamberi & capesante sono servite nella polentina concia di Mortean, mentre i ravioli di patate e limone al raguttino, tonno pinna gialla sono adagiati nella coulisse di pomodoro. E ancora tra l’altro il Filetto di rombo all’imperiale con mazzancolle argentine su morbido di patate americane.

Cultura: Presentata a Latisana alla Galleria La Cantina la Carta del Gusto della Riviera Friulana

Giunta alla sesta edizione rappresenta un almanacco delle ricchezze di un territorio solareTerritorio che si estende tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale adriatico friulano
Ideata dal giornalista e scrittore Carlo Morandini la denominazione è oggi un ‘brand’, un marchio di prodotto territoriale
La Carta del gusto della Riviera friulana è un almanacco di occasioni, opportunità, eccellenze, specificità che si ritrovano su un territorio ricco di vocazioni, di storia, di cultura anche antiche, riscoperte soltanto nella seconda metà del secolo scorso e oggi riportate alla luce e divulgate dall’Associazione culturale La Riviera friulana della quale Carlo Morandini è il fondatore e ideatore della nuova denominazione d’area: è la zona di riferimento delle grandi spiagge del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale e per questo risulta essere complementare con esse e con Lignano, Grado, Marano Lagunare parte integrante della Riviera friulana”.
Lo ha ricordato Gian Paolo Girelli nell’introdurre la presentazione della nuova Carta del Gusto della Riviera friulana, la sesta edizione dello strumento destinato a presentare di volta in volta aspetti attrattivi e qualificanti del retroterra del litorale friulano, delle grandi realtà balneari e della pesca, del sistema di isole peri-lagunari che costellano l’arco costiero rivierasco e rappresentano esse stesse un’attrattiva di rilevanza naturalistica, paesaggistica e ambientale.
La presentazione si è svolta alla Galleria La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti, nella centralissima Via Generale Radaelli a Latisana, presenti autorità, esponenti del volontariato culturale che anima la Riviera e l’intero FVG, operatori e appassionati del territorio.
Riviera friulana è ormai devenuto un brand, una denominazione di interesse pubblico e definisce nell’intento dell’ideatore quell’insieme territoriale completo e complesso che si trova tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, compresi i loro bacini, la Stradalta, la vecchia ‘Napoleonica’ che scorre a nord della linea delle risorgive, il litorale.
È stato pensato per dare il giusto rilievo a un territorio ricco di elementi di interesse, e per superare gli effetti negativi generati dalla definizione di parte del territorio meridionale della pianura friulana ‘la Bassa friulana’.
Una denominazione e un termine negativo, ha insistito Girelli, che incidevano negativamente sulla percezione delle caratteristiche dell’area.
Mutuando quanto già concretizzato con successo, con il Monte Conero (Riviera del Conero), la costiera amalfitana (Riviera amalfitana), la costa tra Grottammare e San Benedetto del Tronto (Riviera delle palme), la costa sanremese (Riviera delle Palme), ecc.
Così dal 2005, anno di uscita del libro di Morandini ‘La Riviera friulana, pietra miliare della campagna di rilancio dell’area, come ha ribadito Girelli si è consolidata la percezione della denominazione che ormai è condivisa di autorità, cittadini, realtà del territorio. 
E’ stata interpretata in modo fuorviante, rispetto al progetto depositato e agli intenti dell’ideatore e da coloro che anno sostenuto l’idea rivierasca, da una piccola parte dei Comuni dell’intero arco rivierasco ma come dimostra la nuova Carta del Gusto, che è disponibile on line sul portale dell’Associazione www.larivierafriulana.it che conta centinaia di migliaia di contatti.
Oggi, ha concluso, attorno all’idea rivierasca ci sono compatti operatori e amministratori, tanto che il Club per l’UNESCO di Udine tramite la Presidente Renata Capria D’Aronco ha lanciato la campana per ottenere dall’UNESCO il riconoscimento di parte del Patrimonio della umanità.
Un patrimonio che in questo caso è materiale e perfettamente visibile e tangibile, e sono sempre più numerosi i fan della Riviera anche nel vicino Veneto orientale, con il quale la Riviera friulana condivide storia, caratteristiche ambientali, progetti economici e di valorizzazione. Ma che cos’è la Riviera friulana? Come ha spiegato Gabriele Crognolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, agronomo e naturalista, è quell’area di origine alluvionale sulla quale si sviluppano molteplici biodiversità con caratteristiche anche uniche, come il Bosco di Muzzana, e specie vegetali che non sono replicate, alcune, in nessuna parte del mondo.

Un territorio ricco di specificità, che come avevano intuito già gli antichi romani possiede connotati unici, tanto che fu in quest’area che sperimentarono il sistema di lavorazione delle campagne suddivise secondo le centuriazioni.

Campagne che oggi danno prodotti agroalimentari ed enologici con caratteristiche uniche, tanto che diversi degli associati a La Riviera friulana hanno vinto concorsi internazionali per tipicità e qualità.

Tra gli elementi che arricchiscono la Riviera friulana può essere compreso anche un mito dell’amore, la storia d’amore per antonomasia di Romeo e Giulietta, che come ha ricordato Laura Zanelli, presidente dell’Associazione destinata a sfociare nella costituzione di una Fondazione loro dedicata, è stato scoperto di recente che sono vissuti in Friuli (Giulietta è Lucina Savorgnan di origini udinesi, Romeo Luigi Da Porto autore del racconto che sarebbe divenuto un mito, di origini vicentine).
Un percorso esemplare quello della Riviera friulana, ha commentato in chiusura Rosanna Conte, parlamentare europeo della Commissione agricoltura, intervenuta a conclusione dell’incontro dopo l’assessore alla cultura del Comune di San Michele al Tagliamento, Elena Zuppichin, che sarà opportuno presentare, come accaduto con efficacia a Latisana alla Galleria La Cantina, anche nelle omologhe realtà del Veneto, Bibione, Caorle, Jesolo.
Come esemplare, ha detto ancora Conte, il percorso seguito da Carlo Morandini per dare corpo alla sua idea, un’idea vincente della quale occorre ora condividere, divulgare la valenza, anche nella prospettiva di concretizzare la candidatura della Riviera friulana a realtà Patrimonio dell’UNESCO, progetto che l’Ue potrà sostenere per facilitarne il successo. Hanno preso parte alla presentazione, tra gli altri, assieme a Giovanni Toniatti Giacometti che oltre a mettere a disposizione la location odierna fa parte del nucleo fondante dell’Associazione culturale La Riviera friulana, la consigliere regionale, Maddalena Spagnolo, l’assessore comunale al turismo di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, Marco Buzziolo, vicepresidente dell’ARGA FVG, associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, sodalizio che assieme al Fotocineclub Lignano, al Club per l’UNESCO di Udine, alla sezione friulana di Italia nostra, all’UNARGA, l’Unione nazionale delle ARGA della quale Girelli è il segretario generale, sostengono e affiancano la cncretizzazio e dell’azione dell’idea rivierasca.    

Marco Morandini

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