Skip to content Skip to left sidebar Skip to right sidebar Skip to footer

Carta del Gusto

Tre generazioni, una sola direzione: custodire il gusto del territorio trasformandolo ogni giorno in esperienza, accoglienza e cultura friulana contemporanea.

Da Nando, una storia friulana che continua a rigenerarsi nel gusto

L’alta cucina consolida il mosaico d’eccellenza della Riviera Friulana


Le radici di “Da Nando”: la famiglia Uanetto e una storia che attraversa il tempo senza perdere autenticità, memoria e spirito di accoglienza.

Leggi tutto: Da Nando, una storia friulana che continua a rigenerarsi nel gusto

Ci sono luoghi che non sono semplicemente ristoranti. Sono organismi vivi. Custodiscono memoria, lavoro, carattere e quella particolare ostinazione friulana che riesce a trasformare anche le difficoltà in nuova energia.

Da Nando” di Mortegliano appartiene a questa categoria rara.

Per questo la Riviera Friulana ha accolto nel proprio percorso una delle realtà simbolo dell’enogastronomia regionale, conosciuta e apprezzata non soltanto nel Nordest, ma anche nel mondo dei gourmet, dei degustatori e delle comunità dei corregionali all’estero.

Con la primavera 2026 si consolida così ulteriormente il mosaico d’eccellenza della Riviera Friulana, allargando idealmente “la coperta” del progetto fino a Mortegliano, coinvolgendo una famiglia che da oltre 86 anni interpreta il gusto come cultura del territorio.




Per chi scrive si tratta anche di una conoscenza antica, maturata nella frequentazione professionale di una realtà che ha sempre saputo animare la cucina friulana con discrezione, serietà e capacità di evolversi senza perdere la propria anima.

Perché il segreto di “Da Nando” forse è proprio questo: rigenerarsi restando fedele a sé stesso.

Due anni fa una devastante grandinata aveva messo in ginocchio Mortegliano e parte del territorio circostante, danneggiando gravemente anche lo storico locale della famiglia Uanetto e mettendo a rischio la continuità di un’attività tramandata da tre generazioni.

Per qualche giorno sembrò quasi che il cielo si fosse accanito proprio contro chi lavora con pazienza e dedizione. Ma il Friuli, spesso, reagisce alle tempeste nello stesso modo con cui gli alberi affrontano il vento: rafforzando le radici.

Così Ivan e Sandro Uanetto, oggi affiancati dai figli Giulia e Marco, Leonardo e Stefano, hanno trasformato la difficoltà in una nuova fase di crescita, concentrando energie, esperienza e sensibilità nel perfezionamento della cucina, nella ricerca delle migliori materie prime di prossimità e nella valorizzazione di un’accoglienza sempre più consapevole.

Non una semplice ripartenza. Quasi una rinascita.

E i risultati non hanno tardato ad arrivare. La clientela storica è rimasta fedele, mentre nuovi appassionati dell’alta cucina continuano ad arrivare anche dai Paesi vicini.

Noi siamo sempre qua”, osserva Ivan Uanetto.

Una frase apparentemente semplice, ma che contiene tutto il carattere friulano: sobrietà, dignità del lavoro e quella capacità quasi silenziosa di andare avanti senza clamore.

Fondato nel 1960 da Ferdinando “Nando” Uanetto — affabile oste dietro il bancone — insieme alla moglie Isolina, storica interprete della cucina di casa, il locale è cresciuto negli anni accompagnando l’evoluzione della gastronomia friulana moderna.

Negli anni Ottanta Ivan e Sandro hanno contribuito a superare i vecchi cliché della cucina regionale, aiutando il territorio a prendere coscienza delle proprie immense potenzialità gastronomiche ed enologiche.

Una crescita culturale prima ancora che culinaria.

Non a caso “Da Nando” fu tra le realtà fondanti del Ducato dei vini friulani, guidato allora dal giornalista Isi Benini e dall’onorevole Vittorio Marangone, presidente della Camera di Commercio.

Oggi il ristorante di Mortegliano continua a essere un punto di riferimento per buongustai e degustatori, grazie anche all’ingresso naturale delle nuove generazioni della famiglia Uanetto.

Una cucina — accompagnata da una cantina di altissimo livello — capace di dialogare con il territorio senza diventare nostalgica, interpretando invece il Friuli contemporaneo con equilibrio, sensibilità e armonia.

Ne sono esempio i delicati “Bleons di pes marinat”, carpaccio di pesce persico-spigola marinato all’arancio della Valle del Lovo di Carlino, servito con melograno e timo fresco.

Oppure la poetica “Trute di mont si è mangjade il sclupit”, dove il salmerino incontra erbe spontanee, asparagi, estragone e l’aceto balsamico della riserva di casa “Nando”, curata da Sandro.

E ancora “Ilusion di fretae”, il piatto scelto per la Carta del Gusto 2026: una raffinata interpretazione della frittata primaverile con variazioni di asparagi, urticions, erbe di Carnia, Montasio stravecchio, vellutata di tartufo nero e uovo poché.

Al servizio viene nebulizzato l’aceto di lamponi, mentre lo chef invita a rompere l’uovo al centro del piatto per “fare la frittata” e creare l’armonia tra i sapori.

Un gesto semplice, quasi simbolico ma non banale 
Come a ricordare che anche la cucina, quando nasce da una relazione autentica tra uomo, natura e territorio, può diventare racconto, esperienza e persino visione.

Sui piatti di carne ci soffermeremo prossimamente, confermando sin d’ora “Da Nando” come una delle eccellenze più autentiche della Riviera Friulana e dell’intero panorama gastronomico del Nordest.

Carlo Morandini
giornalista – presidente Riviera Friulana Associazione no profit

Secondo itinerario della Riviera friulana: dal mare alla campagna fino alla cucina stellata di Udine, tra tradizione e innovazione.

Itinerari di Primavera nella Riviera Friulana / 2 Tra San Giorgio di Nogaro, Palazzolo dello Stella e Udine: mare, vini ed eccellenze del territorio

Secondo percorso nella Riviera friulana: dal Marina Sant’Andrea alla cucina del territorio, tra eccellenze, paesaggio e cultura dell’accoglienza.

(altro…)

Riviera Friulana, il 2026 parte nel segno dell’UNESCO

Carlo Morandini, presidente dell’Associazione culturale La Riviera friulana, e Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’UNESCO di Udine, durante la presentazione del programma 2026.
Foto © Marco Morandini

Il programma 2026 presentato alla Presidente del Club per l’UNESCO di Udine
Un nuovo adesivo, un’identità sempre più riconoscibile e un tema centrale chiaro: le acque interne e gli itinerari nautici
Il programma 2026 dell’Associazione culturale La Riviera friulana è stato presentato in anteprima a Renata Capria D’Aronco, Presidente del Club per l’UNESCO di Udine, da sempre sostenitrice del progetto rivierasco.
Un progetto in sintonia con i valori UNESCO

Leggi tutto: Riviera Friulana, il 2026 parte nel segno dell’UNESCO


Il Club udinese opera nell’ambito dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, fondata nel 1946 con l’obiettivo di promuovere pace, dialogo e cooperazione tra i popoli attraverso cultura, educazione e scienza.
Secondo la Presidente D’Aronco, il progetto ideato da Carlo Morandini:
«Rientra pienamente nel percorso di valorizzazione dell’identità e dell’essenza dei territori che è alla base dell’azione dell’UNESCO».
Un riconoscimento importante per un’iniziativa che punta a rafforzare il legame tra cultura, paesaggio e comunità.
Un territorio già Patrimonio dell’Umanità

Il Friuli Venezia Giulia può contare su sei siti riconosciuti dall’UNESCO, tra cui:

  • Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia
  • Fortezza di Palmanova
  • Cividale del Friuli
  • Palù di Livenza
  • Dolomiti Friulane
    Un patrimonio che conferma la ricchezza culturale e paesaggistica della regione.
    «Viviamo un’epoca in cui la comunicazione digitale diffonde rapidamente la conoscenza dei territori. Valorizzare le loro peculiarità significa promuovere turismo lento, turismo culturale e crescita personale», ha aggiunto la Presidente.
    Il nuovo adesivo 2026
    Durante l’incontro, svoltosi a Udine presso l’Università, è stato presentato il nuovo adesivo ufficiale dell’Associazione.
    Un segno distintivo che permetterà al pubblico di riconoscere le realtà aderenti alla Riviera friulana.
    Il design riprende l’antica mappa del Friuli patriarcale, con i fiumi Tagliamento e Isonzo non come confini, ma come vie di scambio e contaminazione culturale.
    Il marchio “Riviera friulana” risalta su uno sfondo verde aquamarina, colore che richiama il cuore del programma 2025/2026: la valorizzazione delle acque interne, fluviali e lagunari e delle realtà diportistiche del territorio.
  • Un percorso che sarà raccontato anche attraverso il magazine Carta del Gusto,
  • diffuso tramite il portale rivierafriulana.it.

Foto © Marco Morandini

Un momento dell’incontro dedicato alla presentazione del programma 2026 della Riviera friulana.
testo e foto © Marco Morandini