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Traminer e Riesling, vista basilica romanica e in bici fino alle rive del Tagliamento dove sostò Hemingway

La sapidità dei vini dove l’acqua salmastra affiora tra le vigne e una terrazza dal sapore germanico a Pineta

Da Grado ad Aquileia (Ud), antica città romana con i resti che ci testimoniano l’antica civiltà forse meglio conservati del Nord Italia, seguendo il percorso che per le vie carriabili affrontavano i legionari per rientrare nella capitale dell’Impero, e accanto al fiume Natissa, lungo il quale nel secolo scorso si è sviluppata un’attività cantieristica per grandi sloop a vela di fama internazionale che i fondatoricome Rinaldo Puntin ricorda a cinquant’anni dalla fondazione. 

Fiume, che consentiva ai Romani di trasportare le merci fatte arrivare al porto di Aquileia per la via Annia e le strade consolari dalle Alpi, in barca fino all’Adriatico attraversando anche la Laguna di Grado. Prima di Aquileia si arriva in via Beligna, la strada quasi interamente rettilinea che porta a Fiumicello, il paese delle pesche, ma dove si incontra subito l’azienda vitivinicola Brojli, della famiglia Clementin

Originata dall’attività agricola di nonno Orlando, a Terzo di Aquileia (Ud), è stata sviluppata dapprima nel Comune contiguo dal figlio Franco. 

Oggi ad Aquileia valorizzando un preesistente fabbricato agricolo per farvi, accanto alla cantina il punto degustazione che si avvale di un suggestivo plateatico sul prato esterno, con sullo sfondo la skyline impagabile dell’antica basilica di Aquileia. 

Franco, oggi assieme al figlio Antonio in cantina, alla moglie Liliana e alla figlia Sveva ha valorizzato i vitigni autoctoni accanto a quelli internazionali, sempre richiesti soprattutto dai numerosi turisti austriaci e tedeschi che arrivano fin qui anche dalla ciclabile raccordata con la Ciclovia 1, Alpe Adria, e la direttrice per Grado

Con gli asparagi di Fossalon, terreni sabbiosi a pochi chilometri di distanza da qui, Franco e Antonio suggeriscono il Traminer Campo di Viola, un sito che si ritiene coltivato a vite già dai romani, vino presente sulla Carta del gusto della Riviera friulana

Oppure un più minerale ma bilanciato e sapido Riesling. 

Rotta verso la foce del Tagliamento dove Hemingway fu incantato dal grande fiume

Sul versante opposto dell’area da noi considerata, sulle rive del Tagliamento, dove lo scrittore americano Ernest Hemingway trascorreva parte del suo tempo ad ammirare lo scorrere delle acque del fiume Tagliamento, il limite imposto delle acque tra le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, Alla Vecchia Finanza, del complesso della Sil, Società Imprese Lignano di Renzo Pozzo, si affaccia tra il fiume e la sua foce nell’Alto Adriatico. 

Il menù del locale privilegia il pesce, ma c’è spazio anche per chi desidera altri percorsi gastronomici o si sofferma per l’aperitivo, magari nel pomeriggio ammirando le colorazioni particolari che assume il fiume con le luci del tramonto. 

Come abbiamo riportato sulla Carta del Gusto della Riviera friulana qui si arriva facilmente anche dal Veneto e ‘perfino’ da Sabbiadoro in bicicletta. 

Questo è infatti il ‘terminal’ del percorso ciclabile che scende lungo la riva sinistra del Tagliamento, di quello che arriva da Sabbiadoro attraversando la pineta del Villaggio Bella Italia lungo la pista aperta a tutti, ma da qui si può ripartire per un’altra avventura sui pedali, verso il Veneto Orientale, parte della Riviera friulana in quanto terre friulanofone, fino a Bibione e proseguire oltre, a vedere la Vallevecchiadove vi sono resti romani, la Brussa, e lungo la costa a Caorle, Jesolo, o nell’entroterra, magari accanto a canali come la Litoranea Veneta, che è parte di un percorso navigabile che risalendo per l’ultimo tratto il fiume Po ci può portare in gommone o con una imbarcazione medio-piccola, fino a Torino. 

Tra Latisana e Lignano il salmastro affiora tra le vigne e regala sapidità ai vini

Ma rimaniamo in Riviera per dedicarci al territorio della Bassa friulana, che ne fa parte. Una denominazione che deriva dalla dominazione austroungarica su queste terre, periodo che ha lasciato traccia tutt’oggi nella topografia ufficiale. 

Lungo la strada regionale 354, già Ss, a Pertegada in Comune di Latisana, alle porte di Lignano, Guido Lorenzonetto, come altri lungimiranti operatori che si contano con le dita di una mano, aveva visto lungo pensando di sviluppare terre inizialmente aride e abbandonate, e che invece oggi generano vigneti dai quali si ricavano vini premiati nei concorsi regionali e internazionali. 

Guido ancora presente anche in campagna, e suo figlio Marco, in cantina, in una nuova cantina dotata delle tecnologie più avanzate, hanno saputo esaltare i sentori di un’area inizialmente eletta alla sola cerealicoltura, poi alla pioppicoltura. 

Una terra di confine che conduceva al mare, alla spiaggia dorata di Lignano. A confermare la sua lungimiranza gli stessi terreni che regalano quel pizzico di sapidità dal quale i vini, anche rossi, ricavano quel sentore aggraziante e delicato che richiama la vicinanza dell’Alto Adriatico. 

Infatti, in una vigna a poca distanza dalla sede aziendale in periodi particolari affiorano i sali delle falde di acqua salmastra che dal mare si estendono fino all’interno del retroterra, tanto da regalare ai terreni coltivati un aspetto biancastro e luccicante, come una lieve nevicata. 

Su questo terreno crescono le viti che hanno consentito di produrre Lis Blancjuris (le biancure in lingua friulana), un rosso Cabernet e Refosco dal Peduncolo Rosso completo e complesso, ma morbido e suadente, adatto per arrosti e carni o formaggi strutturati. 

Dopo esserci intrattenuti con Guido, Marco, salvo che sia in cantina, sua madre Ornella, la sorella Mara o con Chiara, la moglie di Marco, tutti esaurienti teacher delle carature del territorio, e avere assaggiato alcuni prodotti tipici locali da sposare al nostro Lis Blancjuris, rotta verso Lignano Pineta (Ud). 

Obiettivo un ristoro dal sapore germanico alla Terrazza Cortina, gelateria, paninoteca, cocktail bar, in Raggio del bisato, dove lo strudel con la ricetta tedesca di mamma Cornelia e il gelato della figlia Lucia sanno assecondare le attese di grandi e piccini. 

Una location che si apprezza tutto l’anno perché sempre aperto, ma soprattutto all’arrivo della primavera, perché diviene interamente fruibile il grande terrazzo esterno, dove si possono degustare anche le piadine con prodotti del territorio, sempre di Lucia, e le altre proposte che nel tempo hanno saputo fidelizzare una clientela eterogenea ma affezionata.

Carlo Morandini

Cultura: Presentata a Latisana alla Galleria La Cantina la Carta del Gusto della Riviera Friulana

Giunta alla sesta edizione rappresenta un almanacco delle ricchezze di un territorio solareTerritorio che si estende tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale adriatico friulano
Ideata dal giornalista e scrittore Carlo Morandini la denominazione è oggi un ‘brand’, un marchio di prodotto territoriale
La Carta del gusto della Riviera friulana è un almanacco di occasioni, opportunità, eccellenze, specificità che si ritrovano su un territorio ricco di vocazioni, di storia, di cultura anche antiche, riscoperte soltanto nella seconda metà del secolo scorso e oggi riportate alla luce e divulgate dall’Associazione culturale La Riviera friulana della quale Carlo Morandini è il fondatore e ideatore della nuova denominazione d’area: è la zona di riferimento delle grandi spiagge del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale e per questo risulta essere complementare con esse e con Lignano, Grado, Marano Lagunare parte integrante della Riviera friulana”.
Lo ha ricordato Gian Paolo Girelli nell’introdurre la presentazione della nuova Carta del Gusto della Riviera friulana, la sesta edizione dello strumento destinato a presentare di volta in volta aspetti attrattivi e qualificanti del retroterra del litorale friulano, delle grandi realtà balneari e della pesca, del sistema di isole peri-lagunari che costellano l’arco costiero rivierasco e rappresentano esse stesse un’attrattiva di rilevanza naturalistica, paesaggistica e ambientale.
La presentazione si è svolta alla Galleria La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti, nella centralissima Via Generale Radaelli a Latisana, presenti autorità, esponenti del volontariato culturale che anima la Riviera e l’intero FVG, operatori e appassionati del territorio.
Riviera friulana è ormai devenuto un brand, una denominazione di interesse pubblico e definisce nell’intento dell’ideatore quell’insieme territoriale completo e complesso che si trova tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, compresi i loro bacini, la Stradalta, la vecchia ‘Napoleonica’ che scorre a nord della linea delle risorgive, il litorale.
È stato pensato per dare il giusto rilievo a un territorio ricco di elementi di interesse, e per superare gli effetti negativi generati dalla definizione di parte del territorio meridionale della pianura friulana ‘la Bassa friulana’.
Una denominazione e un termine negativo, ha insistito Girelli, che incidevano negativamente sulla percezione delle caratteristiche dell’area.
Mutuando quanto già concretizzato con successo, con il Monte Conero (Riviera del Conero), la costiera amalfitana (Riviera amalfitana), la costa tra Grottammare e San Benedetto del Tronto (Riviera delle palme), la costa sanremese (Riviera delle Palme), ecc.
Così dal 2005, anno di uscita del libro di Morandini ‘La Riviera friulana, pietra miliare della campagna di rilancio dell’area, come ha ribadito Girelli si è consolidata la percezione della denominazione che ormai è condivisa di autorità, cittadini, realtà del territorio. 
E’ stata interpretata in modo fuorviante, rispetto al progetto depositato e agli intenti dell’ideatore e da coloro che anno sostenuto l’idea rivierasca, da una piccola parte dei Comuni dell’intero arco rivierasco ma come dimostra la nuova Carta del Gusto, che è disponibile on line sul portale dell’Associazione www.larivierafriulana.it che conta centinaia di migliaia di contatti.
Oggi, ha concluso, attorno all’idea rivierasca ci sono compatti operatori e amministratori, tanto che il Club per l’UNESCO di Udine tramite la Presidente Renata Capria D’Aronco ha lanciato la campana per ottenere dall’UNESCO il riconoscimento di parte del Patrimonio della umanità.
Un patrimonio che in questo caso è materiale e perfettamente visibile e tangibile, e sono sempre più numerosi i fan della Riviera anche nel vicino Veneto orientale, con il quale la Riviera friulana condivide storia, caratteristiche ambientali, progetti economici e di valorizzazione. Ma che cos’è la Riviera friulana? Come ha spiegato Gabriele Crognolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, agronomo e naturalista, è quell’area di origine alluvionale sulla quale si sviluppano molteplici biodiversità con caratteristiche anche uniche, come il Bosco di Muzzana, e specie vegetali che non sono replicate, alcune, in nessuna parte del mondo.

Un territorio ricco di specificità, che come avevano intuito già gli antichi romani possiede connotati unici, tanto che fu in quest’area che sperimentarono il sistema di lavorazione delle campagne suddivise secondo le centuriazioni.

Campagne che oggi danno prodotti agroalimentari ed enologici con caratteristiche uniche, tanto che diversi degli associati a La Riviera friulana hanno vinto concorsi internazionali per tipicità e qualità.

Tra gli elementi che arricchiscono la Riviera friulana può essere compreso anche un mito dell’amore, la storia d’amore per antonomasia di Romeo e Giulietta, che come ha ricordato Laura Zanelli, presidente dell’Associazione destinata a sfociare nella costituzione di una Fondazione loro dedicata, è stato scoperto di recente che sono vissuti in Friuli (Giulietta è Lucina Savorgnan di origini udinesi, Romeo Luigi Da Porto autore del racconto che sarebbe divenuto un mito, di origini vicentine).
Un percorso esemplare quello della Riviera friulana, ha commentato in chiusura Rosanna Conte, parlamentare europeo della Commissione agricoltura, intervenuta a conclusione dell’incontro dopo l’assessore alla cultura del Comune di San Michele al Tagliamento, Elena Zuppichin, che sarà opportuno presentare, come accaduto con efficacia a Latisana alla Galleria La Cantina, anche nelle omologhe realtà del Veneto, Bibione, Caorle, Jesolo.
Come esemplare, ha detto ancora Conte, il percorso seguito da Carlo Morandini per dare corpo alla sua idea, un’idea vincente della quale occorre ora condividere, divulgare la valenza, anche nella prospettiva di concretizzare la candidatura della Riviera friulana a realtà Patrimonio dell’UNESCO, progetto che l’Ue potrà sostenere per facilitarne il successo. Hanno preso parte alla presentazione, tra gli altri, assieme a Giovanni Toniatti Giacometti che oltre a mettere a disposizione la location odierna fa parte del nucleo fondante dell’Associazione culturale La Riviera friulana, la consigliere regionale, Maddalena Spagnolo, l’assessore comunale al turismo di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, Marco Buzziolo, vicepresidente dell’ARGA FVG, associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, sodalizio che assieme al Fotocineclub Lignano, al Club per l’UNESCO di Udine, alla sezione friulana di Italia nostra, all’UNARGA, l’Unione nazionale delle ARGA della quale Girelli è il segretario generale, sostengono e affiancano la cncretizzazio e dell’azione dell’idea rivierasca.    

Marco Morandini

Resort Rossini Lignano

Riviera friulana: la ricettività punta all’eccellenza per richiamare a Lignano il turismo di fascia alta

Il benessere e la qualità dell’accoglienza al Rossini come la intende Mario Iop operatore ‘visionario’
Far sentire gli attori del ‘turismo lento’ come a casa per fidelizzarli ed elevare la ‘reputation’ della cittàGli appassionati visitatori del nordest, spinti in queste terre dall’Italia e dei Paesi vicini dal piacere della ricerca del gusto, dei sapori dell’area, delle bellezze naturali e paesaggistiche, che non trascurano l’offerta di pregio di Lignano, città nata agli inizi del secolo scorso per accogliere gli ospiti che già allora cercavano di scoprirne le carature nascoste. 

Sono gli attori del ‘turismo lento’(‘slow tourism’). Si tratta della nuova tendenza del turismo selettivo e d’elite che appassiona Mario Iop, imprenditore alberghiero lignanese di origine romane, da 37 anni operatore nella città balneare, e lo ha indotto a trasferire nel suo albergo, l’Hotel Rossini Resort di Sabbiadoro, passo dopo passo ma sempre con grande attenzione alla qualità, i servizi più avanzati, coerenti con una ricettività di alto livello. Un percorso, spiega, che non può prescindere dalla sostenibilità dell’hotel, e trova la sintesi nel Rossini Resort e nella sua torre ‘Suite Palace’. È la struttura dedicata agli ospiti più esigenti, ideata da Iop per esaudire i desideri dei turisti che amano Lignano e la Riviera friulana. Si tratta di una struttura ricettiva 4 Stelle superior, che è stata definita avveniristica perché si rinnova di continuo, con lo scopo di poter offrire qualità ai turisti più esigenti.

Resort Rossini Lignano

L’obiettivo di Iop è quello di riportare a Lignano il turismo di fascia alta, che possa giustificare l’esistenza di attività commerciali, della ristorazione ‘stellata’ e dei servizi di alto livello. Gli ospiti del Rossini Resort sono infatti accolti in una struttura moderna realizzata in Classe A per assicurare il massimo risparmio energetico, nel pieno rispetto dell’ambiente. L’impianto fotovoltaico fornisce l’energia per illuminare, riscaldare o raffrescare i locali in due dei tre edifici del Resort, nei quali è stato eliminato l’uso del gas. L’obiettivo è infatti quello di assicurare il benessere degli ospiti assecondando anche le necessità del benessere ambientale. Una filosofia imprenditoriale che dimostra la sua efficacia perché sono proprio i cultori del turismo lento ad apprezzare l’impegno per la sostenibilità dello sviluppo.

Questo modello di cura nella realizzazione e nella gestione della struttura e delle sue componenti e l’attenzione per l’ecosistema fanno intravvedere agli ospiti i fondamenti etici che sono alla base del progetto di Iop, e apprezzare maggiormente la professionalità con la quale sono curati i servizi del Rossini Resort, che traspare anche nelle varie tipologie dell’offerta, differenziata tre le varie camere di alto livello.
Tra tutte spicca la Luxury Suite, che si estende sugli ultimi due piani della torre Resort Rossini, il 7. e l’8. : ampie vetrate circondano uno spazio di 70 mq mentre all’ultimo piano il terrazzo panoramico offre una visione dall’alto a 360 gradi della città balneare, consentendo di spingere lo sguardo da un lato verso il mare, che si trova a una ottantina di metri di distanza dall’albergo, dall’altro alla laguna: uno spettacolo che diviene ancor più suggestivo, all’alba verso l’Adriatico, al tramonto in direzione della laguna. Al piano superiore, ovviamente con accesso riservato ed esclusivo, c‘è la parte privata dedicata al wellness, con la vasca Jacuzzi e la sauna, da sfruttare godendosi il panorama che si apre anche attorno all’ampio solarium.
Anche agli ospiti delle altre camere del Rossini Resort non viene fatto mancare nulla.

Nella stessa struttura, al pianterreno ci sono la SPA e la Beauty Farm Vanity. Nella struttura principale del Rossini ci sono il bar, che si affaccia sulla piscina, e i locali dove viene servita una colazione di alta qualità con un’attenzione privilegiata ai prodotti dell’area, a km zero e delle terre Rivierasche:richiamano il territorio al quale gli ospiti rivolgono la loro attenzione. Agli ospiti del Rossini, nella stazione estiva è riservata la spiaggia che si trova a poche decine di metri, mentre, per la vita mondana, l’offerta è ampia perché la strada principale e pedonale di Sabbiadoro è nelle immediate vicinanze.
Carlo Morandini

55.Barcolana: il trofeo ritorna a casa

Ha vinto per la sesta volta la Barcolana, la 55., il team Fast and Furio, di Furio Benussi. Ce l’ha fatto dopo che una rottura lo scorso anno lo aveva privato del successo lasciando spazio alla prima donna in assoluto nella regata più affollata del mondo, l’americana Wendy Smith, miss Google, presente anche quest’anno ma senza velleità agonistiche su un ‘piccolo’ Arpege. 

Una edizione molto sofferta, per i partecipanti e gli organizzatori, che soltanto all’avvicinarsi dei big alla conclusione del primo dei tre lati di un percorso di 15 miglia hanno scelto di chiudere lì la regata, con ARCA Sgr di Benussi al comando, seguito a breve distanza da Shockwave, Prosecco, con la quale lo sloveno Mitja Kosmina ha ottenuto l’ennesimo podio, e più staccate Way of Life Evol, dello sloveno Casper Vincec, Molo Longo, alias Tuttatrieste, al timone Andrea Nevierov, e quinto a sorpresa Barraonda, un ‘piccolo’ Farr 40, intrufolatosi tra le barche più grandi indovinando il lato giusto per sfruttare lo scarsissimo vento passato da 0,5 nodi allo start a 3 nodi all’arrivo. 

Questo, nonostante la foschia occultasse agli equipaggi parte delle acque del golfo. È stata dunque confermata la previsione di Alberto Rizzi, ma sono state confermate anche le buone previsioni dei meteorologi, che certo hanno favorito la rinnovata presenza di tante barche (1773 iscritti) ma anche di un folto pubblico sulle alture costiere e sulle rive. 

La vittoria di Benussi, peraltro scontata in questo condizioni, ha privato lo skipper lignanese Francesco Battiston, scomparso di recente, del primato rispetto al numero di vittorie alla Barcolana (5), ma ha anche confermato, come ha ribadito all’arrivo il velista oceanico friulano, Stefano Rizzi, diciannovesimo al traguardo con lo Swan 90 in assetto da crociera Woodpicker, che l’evento è soprattutto una grande festa del mare. 

E’ una ‘volata’ di un’ora di navigazione in condizioni ‘normali’: da per scontato che la vittoria se la giochino le barche più grandi. Una grande festa, ha commentato Guido Meda, telecronista dei grandi eventi motoristici, che per chi la vive per la prima volta è una grande emozione e fa scoprire come la vela possa richiamare un pubblico quasi da Gran premio, ma soprattutto come per la gente di Trieste il mare sia un elemento di casa, lo sentano come una parte importante della vita quotidiana. 

Guido Meda, telecronista dei grandi eventi motoristici e Carlo Morandini

Su Prosecco anche il Ministro alle politiche agricole, Lollobrigida, il quale ha apprezzato l’interesse e il richiamo della manifestazione verso un territorio qual è il FVG, nel quale il mondo rurale è un valore aggiunto. Mentre quand’è nata, la Barcolana era la Coppa d’autunno ed era ‘quasi’ l’ultimo e unico appuntamento dopo l’estate verso la chiusura della stagione velica per i diportisti dell’Alto Adriatico, quest’anno diversi eventi velici di grande richiamo internazionale sono finiti a ridosso della regata triestina. 

il Ministro alle politiche agricole, Lollobrigida

Per esempio ‘Les voiles de Saint Tropez’, in Costa Azzurra, evento collegato a una serie di manifestazioni prestigiose, come accade per la Barcolana, qual è per esempio il campionato dei 12 metri, le vecchie barche in legno, vinto da pochi giorni fa da Mauro Pelaschier. 

Come lui altri dei protagonisti abituali a Trieste si sono trovati lontani dal golfo. Per esempio Stefano Rizzi già oggi è a Scarlino, per l’ultima tappa del trofeo Swan 50. Mancano all’arrivo, anche a causa della bonaccia che ha indotto molti skipper a cambiare rotta verso il porto di provenienza senza avere potuto raggiungere nemmeno la prima boa, gran parte dei professionisti friulani del mare. 

Una nota friulana positiva è comunque l’ottimo risultato di Sayonara, un Millennium progettato dall’udinese Marco Lostuzzi, 9. assoluto, mentre si piò considerare un risultato ‘di casa’ anche l’11 posto del Moro di Venezia, che nel 1992 a San Diego aveva vinto la Louis Vuitton Cup. 

‘Resuscitato’ dopo un sottotono dovuto anche al fatto che è un progetto di concezione superata dalle nuove tecniche navali, ora fa base fissa al Marina Sant’Andrea di San Giorgio di Nogaro dove è possibile ammirare la splendida barca della Coppa America di Roul Gardini.

Il Moro di Venezia

Carlo Morandini

Itinerari rivieraschi su 4 ruote riparte la rubrica di test road nella Riviera friulana

Itinerari rivieraschi su quattro ruote … . Itinerari turistici e culturali rivieraschi, è un capitolo del sito www.larivierafriulana.it , unico sito ufficiale della Riviera friulana che è anche testata giornalistica on line registrata al Tribunale di Udine. Riprende corpo e sarà lo strumento ‘on line’ per comunicare le attrattive del territorio compreso tra e nei bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive friulane e il litorale adriatico.

Il motivo delle notizie, dei ‘lanci’ di news, saranno i test drive di auto di nuova produzione, di ogni categoria, con i quali raggiungeremo le attrattive dell’area per raccontarle. Un’iniziativa che si affianca alle mie newsletter charlieinauto, sul blog di www.libero.it, e provavintage, che era rimasta in parcheggio per dedicare più spazio di lavoro alla trasmissione fvg da scoprire, e si svilupperà ora anche sul portale ufficiale dell’Associazione culturale La Riviera friulana ETS.

Portale che ha raggiunto i 170mila contatti e presenta le eccellenze e le peculiarità dell’area considerata. Si tratterà dunque di un capitolo ‘on line’ di testroad e di testdrive, ma soprattutto della divulgazione turistica e culturale delle ricchezze presenti sulla costa friulana e nel suo retroterra.

#testroad I Castelli di Strassoldo (Ud)

‘Chiare, fresche e dolci acque…’ L’esordio delle nostre tappe tra gli #Itinerari della #Rivierafriulana sarà dedicato a uno dei siti più suggestivi delle terre rivierasche: i Castelli di Strassoldo. Si trovano in Comune di Cervignano del Friuli (Ud) e sono il Castello di Strassoldo di Sopra e il suo gemello, il Castello di Strassoldo di Sotto, considerati tra i più antichi manieri del Friuli Venezia Giulia che ora fanno parte dei Borghi più belli d’Italia. Sono legato affettivamente a questi luoghi perché diedero i natali al Magnifico Rettore Marzio Strassoldo, ricercatore e tra i sostenitori del recupero e rilancio della lingua friulana, che mi diede l’incarico di Direttore editoriale della prestigiosa rivista di divulgazione scientifica ‘Cil & Tiere’ (cielo e terra), ovvero la versione in Friulano e in Inglese della rivista Le Scienze. Strassoldo si trova in un parco alimentato dalle acque di risorgiva. Acque che arrivano dall’arco alpino e si inabissano per riemergere a decine di km di distanza, quando incontrano una barriera impenetrabile di limo che le blocca e le costringe a riemergere in superficie in corsi d’acqua, polle, laghetti limpidi. Per questo il parco del Castello di Sopra è incorniciato da fiumi e canali e caratterizzato da numerosi pozzi. L’aspetto attuale deriva dagli interventi di bonifica alle paludi preesistenti effettuati agli inizi del Settecento, quando venne meno la funzione difensiva del maniero. Edificato alla fine del primo millennio lungo la via Julia Augusta, strada romana che da Aquileia conduceva al Norico, inizialmente era detto ‘dalle due torri’. Secoli più tardi sorsero due castelli separati attorno a ciascuna delle torri originarie. Gli Strassoldo, che si stanziarono nell’area prima del 1077, quando fu formalizzato il Patriarcato di Aquileia, che difendevano questo territorio per conto degli imperatori di Sassonia, furono una delle prime famiglie di feudatari liberi.

#testdrive Fiat Tipo Cross Hybrid Red Eclettica, spaziosa, confortevole, performante modaiola

Un modello popolare e la sua versione più recente evoluta elettronicamente e potenziata

Prima protagonista di questo percorso sulle strade della #Rivierafriulana che intende divenire popolare, è un’auto, un modello che di per sé è già popolare, nella versione più esclusiva e avanzata: la Fiat Tipo Cross Hybrid Red. È la versione moderna della Fiat 1100, poi della Fiat 124, vetture spaziose, ciascuna per la sua epoca, versatili ed eclettiche fino a sviluppare la vocazione sportiva e modaiola. La Fiat Tipo Cross Hybrid da è una cinque porte spaziosa e confortevole spinta dal motore a benzina di 1.500 cc, e da un’unità elettrica da 20,4 CV con un sistema a 48V: ha una potenza di 130 CV. La trasmissione automatica a doppia frizione e a sette rapporti è convincente nei sorpassi e nella guida extraurbana, e assicura consumi sostenibili. Con la parte elettrica percorre soltanto tratti brevi, ma è ciò che le consente di abbattere il consumo fino a 20 km/l. L’aspetto grintoso e sportivo, con la slitta del sottoscocca che protegge anche la parte bassa del muso e della coda, è conferito dai fascioni di protezione in gomma scur sotto le porte e attorno ai parafanghi in gomma scura antiurto, mentre lo stile cross è rimarcato dall’altezza da terra e dalle pedane esterne nel piano sottostante le portiere. La quinta porta, il portellone posteriore, assicura una buona capacità di carico specialmente abbattendo i sedili. A trazione anteriore, dallo spunto interessante in accelerazione ha gli interni e le finiture, il volante e il ‘pomello’ della leva del cambio, che serve anche per selezionare le 7 marce a mano, in similpelle. Ritornando alla guida, è assistita da sistemi avanzati come: il cruise control adattivo, i sensori anticollisione in marcia, l’avviso del pericolo causato dal sopraggiungere di un veicolo, collisione se anche proveniente da dietro, i sensori che assicurano il mantenimento della corsia, accorgimenti evoluti rispetto ai quali un dettaglio tra le dotazioni ci riporta all’importanza del fattore umano, l’essenzialità del ‘fai da te’ nelle emergenze: il comando del freno a mano è a bacchetta. In un contesto tanto automatizzato, sembra quasi un invito del progettista a provarla nella guida sportiva con le tecniche da sterrato o da scarsa aderenza: quel colpetto di freno a mano all’entrata in curva, che induce l’auto a sbandare per innescare la sbandata controllata, più conosciuta come ‘derapage’. Una guida convincente anche in montagna dove non abbiamo riscontrato aumenti di consumo significativi, un display di dimensioni adeguate, fari molto potenti a led, sono altri dettagli positivi di questa versione della Fiat Tipo Cross Hybrid Red. Perché Red? È il colore simbolo di un progetto di solidarietà lanciato dal leader del complesso U2, Bono, che è stato sostenuto dalla storica Casa italiana oggi del Gruppo Stellantis.

Carlo Morandini

#itinerari Itinerari rivieraschi su Quattroruote | larivierafriulana #ItineraririvieraschisuQuattroruote

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Lignano, 23/8/2023.

#Rivierafriulana: la #ViadeisaporiFVG per la prima volta scende in spiaggia a #Grado

Quando un evento mondano scende in spiaggia reca in sé già un elemento attrattivo importante, che è la location suggestiva. Se poi si tratta di una manifestazione ormai consolidata destinata a offrire ad appassionati del gusto, gourmet, operatori e giornalisti uno spaccato della realtà del settore considerato possiede già i requisiti del successo.

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Per la tappa di Grado (Go) La via dei sapori Friuli Venezia Giulia ha compiuto anche questo passo. Dopo le edizioni ospitate ogni anno nello splendido giardino del Castello di Spessa (Go) e in qualificate realtà in Italia e all’estero è stata traferita per quest’anno dalla Diga Nazario Sauro di Grado (Go) alla spiaggia prospicente il Parco delle rose, ovvero nella sezione più importante dell’arenile dell’Isola d’oro.

Slittata di qualche settimana per evitare il maltempo si è annunciata con un allestimento festoso, evidenziato da filari di lampade tra gli ombrelloni che non hanno distolto l’attenzione degli ospiti dall’obiettivo della serata: valutare le proposte di cucina e i vini in abbinamento di 21 attività della ristorazione del FVG e di altrettante aziende vitivinicole.

L’occasione dell’evento nato da un’idea di Valter Filipputti e sostenuto dalla Camera di commercio Pordenone e Udine e dalla Regione FVG era come sempre ghiotta, e la location inusuale non ha demotivato gli affezionati ospiti de La via dei sapori.

Né il ‘pavimento’ di sabbia ha scoraggiato le ospiti più eleganti. Ristoratori, chef, cuochi, oltre al severo giudizio dei degustatori e agli inevitabili raffronti degli ospiti tra gli stili di cucina, le scelte dei piatti e della materia prima, ma anche degli abbinamento con i vini delle aziende in affiancamento, questa volta hanno dovuto affrontare un nuovo handicap: la sapidità dell’aria conseguente alla prossimità del mare.

Probabilmente già nelle giornate precedenti alla manifestazione i cuochi e il loro staff, nelle prove dei piatti per la serata gradese si erano interrogati sul livello di sapidità più adatto per le loro pietanze, sugli ingredienti, anche sul piatto scelto per l’occasione. C’è chi ha optato per piatti freddi e di ricerca, chi per piatti innovativi, chi è rimasto nel solco della tradizione, chi, cercando l’effetto speciale, ha rischiato di strafare mettendo a rischio l’abbinamento con i vini della ventina di Aziende che fa parte del Consorzio Via dei sapori.

Tra le proposte più ‘votate’ dal pubblico il Gazpacho verde canederlo di mare e zenzero marinato de AI Fiori di Trieste, il Lingotto di trota affumicata in casa con melanzane alla brace e crumble all’alga spirulina de Al Paradiso di Pocenia (Ud), Street food, beach food hot dog che viene dal mare, ketchup di albicocche, mayo di alghe e seppia della Caffetteria Torinese di Palmanova(Ud), Fagottino di vitello con crudité di verdure e maionese alla melissa, dell’Hotel Carnia di Venzone (Ud), la Calamarata con tonno, olive, capperi e crema di bufala affumicata di Costantini di Collalto di Tarcento (Ud), il Coniglio alla cacciatora, funghi, tartufo e pomodoro di Da Nando di Mortegliano (Ud), Parmigiana di carrozza di La Torre di Spilimbergo (PN), L’orto di Sara (purea di melanzane fritte, polpetta di zucchine e peperoni arrostiti) di Locanda Devetak di San Michele del Carso (Go).

E tra i dolci, il Magnum gelato di Al Grop di Tavagnacco (Ud), Dolce Aquileia di Pasticceria Mosaico-Cocambo di Aquileia (Ud), e Fior di Pezzata Rossa, Cioccolato e Midolini Asperum 15 anni, Sorbetto al Prosecco con salsa lampone della Gelateria Nonno Carletto di Udine.

Per quanto riguarda i vini, soltanto tre erano da uve a bacca rossa, e si andava dall’uvaggio all’autoctono Schioppettino, ovviamente dedicati alle tre uniche creazioni di cucina dedicate alla carne, tra l’altro tra le più azzeccate nonostante la location. In riva al mare, il tema dei piatti scelto dai ristoratori era orientato prevalentemente alla cucina di mare. così hanno prevalso il Sauvignon, il Friulano, il Pinot Bianco, la Malvasia, il Pinot Grigio, la Vitovska.  

Carlo Morandini