Lignano Sabbiadoro, 8 settembre 2026 – Una calda serata di fine estate, di quelle che regalano attimi fuggenti e difficili da dimenticare. Le ultime luci del tramonto si riflettono sul mare, mentre il primo luccichio delle stelle accompagna l’accendersi delle luci della festa.
A Lignano Sabbiadoro la scenografia è quella delle grandi occasioni: luci, colori e un’atmosfera contagiosa fanno da cornice alla prima presenza della Via dei Sapori del Friuli Venezia Giulia sulla spiaggia.
Affacciato direttamente sulla spiaggia di Lignano Riviera, il Riviera Resort Restaurant rappresenta una nuova e prestigiosa proposta nel panorama delle eccellenze enogastronomiche della Riviera friulana.
Il ristorante, gestito dalla Società Imprese Lignano, è parte integrante del Riviera Resort 5 Stelle, struttura esclusiva composta da 24 suite, e completa il progetto di riqualificazione e sviluppo promosso da Renzo Pozzo, iniziato con le Terme e il Kursaal e proseguito con la realizzazione della Beauty & Spa, del Beach Club e del Parco Termale.
Un progetto ambizioso che unisce ospitalità, benessere, mare e gastronomia in un’unica esperienza.
L’accesso dall’ingresso delle Terme consente di vivere in modo integrato tutti i servizi del complesso: dall’alloggio direttamente sulla spiaggia al Beach Club, dalla terrazza solarium al Parco Termale, fino agli spazi dedicati alla talassoterapia e al fitness. Ora, a completare questa proposta, è arrivato anche il ristorante.
Aperto al pubblico per l’intera giornata, il Riviera Resort Restaurant accompagna gli ospiti dalla colazione fino ai cocktail serali dell’American Bar. Una proposta che sta conquistando anche il pubblico internazionale, in particolare i numerosi turisti austriaci e tedeschi che frequentano abitualmente la Riviera friulana.
A fare la differenza è anche la posizione: un ambiente elegante e contemporaneo, immerso nella pineta e affacciato sullo spettacolo della spiaggia dorata e del mare Adriatico.
Il Riviera Resort si inserisce così in uno degli angoli più suggestivi di Lignano Riviera, tra il litorale e la pineta, in una posizione ideale anche per chi ama muoversi in bicicletta o a piedi. Le piste ciclabili permettono di raggiungere Punta Tagliamento, Sabbiadoro, Punta Faro e la Laguna, mentre nelle immediate vicinanze si sviluppano percorsi dedicati al trekking.
Un vero caleidoscopio di opportunità per gli ospiti, che possono scegliere di trascorrere gran parte della loro permanenza all’interno del Resort, alternando momenti di relax, benessere talassoterapico e soggiorni sulla spiaggia riservata.
Una cucina tra terra e mare
Nel Riviera Resort Restaurant l’atmosfera è luminosa anche nelle giornate meno soleggiate. Le ampie vetrate regalano infatti una suggestiva vista sul mare, mentre durante la bella stagione il plateatico esterno della veranda permette di gustare i piatti a pochi passi dalla battigia.
A guidare la cucina è lo chef bellunese Massimo Rech, che propone una gastronomia capace di mettere in dialogo terra e mare, attraverso materie prime fresche e selezionate e tecniche di preparazione raffinate.
Una cucina pensata per valorizzare i sapori della Riviera e, allo stesso tempo, sorprendere una clientela internazionale, mantenendo quell’accoglienza familiare, avvolgente e discreta che caratterizza l’ospitalità del Resort.
L’esperienza maturata da Rech in strutture alberghiere di alto livello a Lignano e Bibione, oltre che in realtà 5 Stelle di montagna tra Cortina e San Cassiano, gli permette di interpretare con particolare sensibilità i gusti di una clientela internazionale, composta in larga parte da austriaci, tedeschi e altri ospiti stranieri.
Il risultato è una proposta gastronomica capace di alternare piatti innovativi e interpretazioni più riconoscibili, con l’obiettivo di creare vere e proprie esperienze di gusto.
Le proposte dello chef
Tra le proposte del momento spicca la delicata catalana di astice con verdure al vapore, insieme agli appaganti ravioli al nero di seppia con crostacei, salsa al pomodoro e frutti di mare.
Per gli amanti del pesce, particolarmente interessante è anche il filetto di ricciola su crema di zucca con spinacelli vegetali, dove delicatezza e intensità degli ingredienti si incontrano in un piatto di grande equilibrio.
E se il menù di pesce rappresenta naturalmente una delle espressioni principali della cucina del Riviera Restaurant, non mancano proposte dedicate a chi preferisce la carne. Tra queste, il filetto di manzo al tartufo nero, con verdure grigliate e il suo brodo di cottura, una proposta capace di soddisfare il palato anche nelle giornate più calde dell’estate.
Il Riviera Resort Restaurant si presenta così come una nuova tessera nel mosaico delle eccellenze della Riviera friulana: un luogo in cui mare, benessere, ospitalità e alta cucina si incontrano, completando il progetto di valorizzazione di uno degli angoli più suggestivi di Lignano Riviera.
Via dei Sapori “On the Beach”: a Grado va in scena la più elegante maratona del gusto
Ci sono serate in cui si passeggia sul lungomare per godersi il tramonto. E poi ci sono serate in cui il tramonto diventa soltanto il fondale di uno spettacolo molto più coinvolgente: quello del gusto.
Martedì 28 luglio 26 la spiaggia della Git di Grado ha cambiato abito. Via ombrelloni e teli mare, spazio a candide tovaglie bianche, cucine mobili, chef in piena azione, viticoltori con il calice pronto e centinaia di appassionati desiderosi di scoprire cosa si nascondesse dietro ogni nuova postazione.
È tornata Via dei Sapori – On the Beach, la manifestazione ideata da Walter Filiputti che da oltre venticinque anni racconta il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi migliori ristoranti, i vini del territorio e gli artigiani del gusto.
La formula continua a conquistare perché è semplice e geniale. Nessuno resta seduto ad aspettare. Qui si cammina. Si osserva uno chef mentre impiatta con precisione quasi chirurgica, si ascolta un vignaiolo raccontare la sua ultima vendemmia, si assaggia un boccone e, pochi passi più avanti, un nuovo profumo invita già a fermarsi di nuovo.
Il rischio? Arrivare alla fine della serata convinti di aver assaggiato “solo qualche piattino”… salvo accorgersi che quei piccoli assaggi, uno dopo l’altro, raccontano un intero territorio.
Il viaggio gastronomico è iniziato dal mare.
La Parmigiana di pesce spada e pesto al timo de L’Androna di Grado, accompagnata dal Pinot Grigio Ramato di Forchir, ha aperto il percorso con eleganza. Sono seguiti i Pennaci stesi a mano con pesto all’aglio orsino, battuta di tonno e olive carsoline del ristorante Al Ponte, in abbinamento allo Chardonnay di Gradis’ciutta.
Molto apprezzato lo sgombro marinato con melone, yogurt e artemisia del San Michele di Fagagna con la Malvasia di Conte d’Attimis-Maniago, così come il sandwich di pane alla camomilla con speck di trota, lattuga di mare e maionese al kren, esaltato dal Sauvignon di Eugenio Collavini.
Tra le proposte più raffinate il doppio carpaccio di branzino della Valle del Lovo di Carlino della famiglia Zanutta, affumicato al legno di faggio e marinato all’aneto, accompagnato dalla Ribolla Gialla Spumante Brut Magnum di Eugenio Collavini.
Non sono mancati i sapori della terra.
Dal celebre Lagarto di maiale con cipolla di Cavasso in agro e kren di Da Nando, accompagnato dallo Schioppettino di Dario Ermacora, al risotto ai peperoni e polvere di cappero de Al Grop di Tavagnacco, fino al cous cous con faraona dell’Hotel Carnia di Venzone e alla riuscita contaminazione tra mare e montagna proposta da Da Alvise di Sutrio.
A chiudere il percorso, come ogni finale che si rispetti, ci hanno pensato i dessert: pesche alla griglia con namelaka al cioccolato bianco, dolci dedicati a Nonino, gelati artigianali e sorprendenti cioccolatini all’olio extravergine.
Ma il successo della Via dei Sapori non si misura soltanto nella qualità dei piatti.
Si misura nelle conversazioni che nascono davanti a un calice, nella disponibilità degli chef a raccontare il proprio lavoro, nell’orgoglio dei viticoltori che spiegano il carattere di un vino e nella curiosità di un pubblico che non si limita a degustare, ma vuole conoscere le storie racchiuse dietro ogni sapore.
È forse questo il vero lusso della manifestazione: il tempo dedicato agli incontri. In un mondo che spesso consuma tutto in fretta, qui ci si concede ancora il piacere di ascoltare, osservare e condividere.
La serata si è conclusa tra brindisi, sorrisi e il profumo del mare che accompagnava gli ultimi assaggi dolci. Un’atmosfera vivace, quasi frizzante, che ha già acceso l’attesa per il prossimo appuntamento della rassegna, previsto l’8 settembre sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro.
E viene spontaneo pensare che questa non sia stata una serata da lentezza, ma una raffinata maratona del gusto: tanti piccoli assaggi, uno dopo l’altro, come onde che si rincorrono sulla riva senza mai essere uguali.
In fondo, come scriveva Italo Calvino:
«La rapidità è una virtù del pensiero, quando sa cogliere l’essenziale senza perdere leggerezza.»
Forse è proprio questa la forza della Via dei Sapori: trasformare pochi bocconi, un calice e un incontro in un ricordo destinato a durare molto più a lungo della serata stessa.
La spiaggia è uno degli elementi più affascinanti della vacanza al mare. Al tramonto assume un fascino particolare: la brezza si fa più fresca, il rumore delle onde accompagna la sera e il tempo sembra rallentare, creando l’atmosfera ideale per vivere un’esperienza gastronomica unica.
La vallicoltura rappresenta una delle attività più caratteristiche e antiche della Riviera Friulana. Le sue origini risalgono addirittura all’epoca romana e ancora oggi costituisce un elemento importante dell’economia lagunare e della tradizione gastronomica del territorio.
Il termine valle, in questo contesto, deriva dal latino vallum, ossia luogo protetto. Le valli da pesca si sviluppano nelle aree umide e lagunari comprese tra Carlino e Grado, ambienti particolarmente favorevoli grazie all’incontro tra le acque salmastre provenienti dalla laguna e quelle dolci di risorgiva.
Nel corso dei secoli queste aree hanno dato origine alla vallicoltura, una particolare forma di allevamento ittico che consente la crescita di specie pregiate destinate ai mercati e alla ristorazione di qualità. L’ambiente naturale, i tempi di accrescimento degli esemplari e la cura dell’alimentazione contribuiscono a determinare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale.
Le valli da pesca sono generalmente costituite da ampie superfici lagunari o bonificate, delimitate da argini e attraversate da una rete di canali comunicanti. Il continuo ricambio dell’acqua, regolato da sistemi idraulici che seguono anche il ritmo delle maree, permette di mantenere condizioni ottimali per l’allevamento e la conservazione dell’equilibrio ambientale.
Tra le realtà più rappresentative del settore vi è Valle del Lovo, a Carlino, gestita dalla famiglia Zanutta. Qui l’allevamento privilegia il benessere animale e la qualità del prodotto. I pesci si nutrono prevalentemente di quanto offre naturalmente il microecosistema della valle – piccoli pesci, molluschi, crostacei e alghe – mentre nei periodi di maggiore fabbisogno energetico l’alimentazione viene integrata con mangimi selezionati di elevata qualità.
Per garantire il mantenimento delle popolazioni ittiche vengono inoltre effettuate semine di avannotti provenienti dai centri di produzione aziendali situati in prossimità della Laguna di Marano. Il sistema di pre-ingrasso utilizza tecnologie a ricircolo chiuso dell’acqua che consentono di ridurre significativamente l’impatto ambientale.
L’allevamento si sviluppa in circa cinquanta vasche di grandi dimensioni, progettate per consentire ai pesci ampi spazi di movimento. La bassa densità di allevamento distingue infatti la vallicoltura dai sistemi intensivi e contribuisce alla qualità finale delle carni.
Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalla possibilità di effettuare la cosiddetta “pesca su ordinazione”, con lavorazione immediata del pescato. Una modalità che permette di garantire freschezza, tracciabilità e selezione del prodotto.
Tra le specie più richieste figurano branzini e orate, particolarmente apprezzati dalla ristorazione per le loro caratteristiche gustative. Numerose preparazioni valorizzano questi pesci: dal filetto di branzino in crosta di mandorle al risotto al branzino affumicato, fino alle versioni al forno con erbe aromatiche. Particolarmente apprezzati risultano anche il carpaccio affumicato al legno di faggio e quello marinato all’aneto, preparazioni che esaltano la delicatezza e la fragranza delle carni.
Oltre alla funzione produttiva, Valle del Lovo rappresenta anche una meta interessante per il turismo lento. Facilmente raggiungibile sia in automobile sia attraverso le piste ciclabili e gli itinerari che attraversano il territorio lagunare, ospita periodicamente visite ed eventi che consentono di conoscere da vicino uno degli ambienti più suggestivi della Riviera Friulana.
Marco Morandini Studente del Corso di Laurea in Diritto per le Imprese e le Istituzioni – Università degli Studi di Udine Aspirante pubblicista.