RivALLAVECCHIAFINANZARelaxTAGLIAMENTOTAGLIAMENTO PER RESPIRARE IL SOFFIO DELLA CULTURA DEL TERRITORIO CHE INCANTO’ ERNEST #HEMINGWAY IL RISTORANTE ALLA VECCHIA FINANZA LA CHICCA DI UN COMPRENSORIO IMMERSO NELLA NATURA

La location particolare, la memoria, la storia che è scorsa qui, assieme all’acqua del fiume, da monte fino a mescolarsi a quella salata dell’Adriatico. Sono le sensazioni che si provano gustando il placido paesaggio fluviale dai comodi divani sistemati all’esterno del ristorante Alla Vecchi Finanza, a Lignano Riviera, a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Tagliamento. Uno scenario disteso, che al tramonto si arricchisce dei colori caldi della sera. E viene interrotto soltanto dal passaggio di qualche barca che dirige verso il mare, o risale il fiume verso uno dei marina fluviali della Riviera friulana. Mantiene infatti intatto il suo appeal, a cinquant’anni anni dalla realizzazione, il ristorante situato nella propaggine più meridionale del Friuli Venezia Giulia rivolta verso l’Adriatico, a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Tagliamento. In una location che si è mantenuta pressoché inalterata nel tempo, e che oggi, come negli anni ’50, attrae gli appassionati dell’ambiente naturale. E della cultura del territorio. Un sito, che attira chi desidera spingere il proprio sguardo, come fece lo scrittore americano Ernest Hemingway, ‘di 20160804_192828là dal fiume, tra gli alberi’, a scrutare la realtà di un’altra Regione. Di un’altra città, nata anch’essa attorno a quel desiderio di balneazione che, d’estate, attira centinaia di migliaia di persone sulle rive dell’Alto Adriatico. Oppure ama posare gli occhi sui riflessi argentei del fiume, dove si confonde con il mare. Stiamo parlando sempre di Lignano Riviera. Di quel lungo lembo della penisola lignanese che la famiglia Pozzo ha saputo sviluppare e valorizzare realizzando il Camping Pino Mare, dotato di recente di un moderno e accogliente centro wellness, mantenendo attivo il centro congressi Kursaal, e il locale prospicente che negli anni ’80 con il nome di Top costituiva una delle mete imperdibili di giovani e non solo, e prevedendo il progetto per la creazione del primo hotel di alto livello adagiato sull’arenile. E sostenendo per decenni il complesso termale di Lignano. Nel corso del consolidamento di questa importante realtà è stato curato con grande attenzione l’arredo vegetale. È così stata creata la pineta con i pini marittimi, arricchita da oleandri e altre essenze. Che, specialmente in questa stagione, colorano di tinte tra il rosso e il fucsia i viali interni della proprietà. Spingendosi fino nel giardino del ristorante. Al quale si accede sia dal campeggio, che dal viale esterno situato accanto alla darsena di Marina Uno. Una buona facilità di parcheggio, consente di arrivare in auto o in moto fino in prossimità del locale. Ci si può spingere per una rilassante passeggiata fino alla foce del fiume. Oppure ci si può intrattenere per l’aperitivo nel chiosco esterno, o sui comodi divani dai quali è possibile ammirare il fiume. Già il chiosco esterno ci fa apprezzare la cura con la quale è seguito il locale. Si tratta di un vero e proprio american bar in miniatura, nel quale il bravo Stefano è in grado di preparare drink e cocktail alla moda e ricercati. Noi siamo andati sul tradizionale, con un Ugo analcoolico, al sambuco, angostura e selz, e un Martini pleasure. All’ingresso ci accompagna Tanita, che gestisce il locale, e coordina le scelte del cuoco udinese Giovanni Ferrari. La scelta del vino ci porta a viaggiare dal Collio, ai Colli orientali, alla Riviera Friulana. La prevalenza è per i vini bianchi, perché Alla vecchia Finanza è specializzato nella cucina di pesce. E non sono molti i 20160804_195205 20160804_195227vini rossi o rosati che si adattato all’abbinamento con i piatti di pesce. Gli antipasti possono andare dagli scampi rossi siciliani, a quelli adriatici, alla tartare di tonno. Per i crudi. Tra i caldi, lo scampo scottato ai ferri, il polipo, il gransoporo, il carpaccio di spada affumicato. Passiamo ai primi: la pasta con gli scampi e i porcini; i mammoli di patate viola con i frutti di mare. Tra i secondi l’immancabile pece nobile dell’Adriatico. E per finire, il digestivo al chiosco, affascinati magari dal fuoco acceso sulla riva opposta del fiume, o dalla lama di luce del faro di Bibione che si intravvede, ‘di là dal fiume tra gli alberi’…

Carlo Morandini

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RivNews118/2016