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IL RISTORANTE ‘AL BANCUT’ DI LIGNANO SABBIADORO (UD) CULLA DEI SAPORI DELLA CUCINA MARINARA RIVIERASCA

Tortino di canocchie e carciofi, crema di patate leggermente affumicata, arricchito da spicchi di pomodoro datterino e finocchio selvatico.

DALLE SCELTE DEL RISTORATORE ARNALDO ANASTASIA ALLE INTERPRETAZIONI IN CUCINA DELLO CHEF GIUSEPPE LARGHI UN MIX DI SAPORI, FRUTTO DEI PRODOTTI DELLA STAGIONALITA’, PER ASSECONDARE LE ATTESE DI GOURMET, CURIOSI DEI SAPORI, TURISTI DESIDEROSI DI CONOSCERE LE CARATURE DELLA TAVOLA  RIVIERASCA
Dal 1979 ‘Al Bancut’ è un punto di riferimento per i gourmet, i curiosi del gusto, gli appassionati del mare, e della vela in particolare, ma anche per le coppie e le famiglie. Il ristorante, situato in Viale dei Platani, 63, a Lignano Sabbiadoro, proprio come vuole il suo titolare, Arnaldo Anastasia, oggi si presenta come la sede di uno yacht club aperto a tutti gli appassionati della marineria. Da sette anni infatti si è trasferito dalla sede originaria sempre a Sabbiadoro, per arrivare a una location più moderna, dotata di un ampio giardino per la bella stagione. Dal pavimento in teak, realizzato come la coperta delle barche, al soffitto che riproduce un antico planisfero, ai dettagli dell’arredo, ai suoi complementi: come le riproduzioni di antichi e famosi velieri, ricordi di vecchie imprese veliche e traversate. Ed è soltanto il contorno di una cucina vocata ai sapori del mare. Il connubio tra la lunga esperienza del ristoratore rivierasco, arrivato a Lignano dall’immediato retroterra alla fine degli anni ’70, spinto dalla grande passione per il mare, e lo chef Giuseppe Larghi, di origini comasche, anch’egli attratto nella località balneare friulana dopo avere trascorso esperienze formative in cucine stellate, a Punta Ala, in Liguria, a Cervini, e in altre realtà vocate al turismo internazionale, consente di apprezzare a tavola il giusto mix tra la tradizione locale e le contaminazioni del gusto di qualità. Per capirci, Giuseppe ama realizzare in casa la pasta, qualora disponga delle farine adatte, così come il pane, i biscotti.

 chef Giuseppe Larghi,
chef Giuseppe Larghi,
 Arnaldo Anastasia è stato il primo ristoratore lignanese
Arnaldo Anastasia è stato il primo ristoratore lignanese
 chef Giuseppe Larghi,
chef Giuseppe Larghi,
 chef Giuseppe Larghi,
chef Giuseppe Larghi,

Sono dettagli di una cucina appassionata, che sa approfittare della proposta della stagionalità e delle migliori materie prime, per stimolare il palato con accostamenti equilibrati e a volte intriganti. Nel senso accattivante del termine. Per esempio, ecco arrivare dalla cucina il Tortino di canocchie e carciofi, crema di patate leggermente affumicata, arricchito da spicchi di pomodoro datterino e finocchio selvatico. Un incrocio di sapori invernali rivieraschi e adriatici, che trovano una culla ideale nella purea affumicata in casa. Così come il ‘cartoccio che si mangia tutto’, o il ‘cartoccio a modo nostro’: nel pane fatto in casa viene cotta l’orata selvaggia, il branzino se pescato fresco, assieme ai carciofi. E’ servito con le patate di contorno, perché si tratta di un pesce in umido, mentre la guarnitura di accompagnamento della marmellata di radicchio dal poc è proposta con la maionese vegetale di patate allo yogurt. Larghi riesce così ad accostare in un unico piatto i sapori del momento, facendo in modo che ciascuno di essi trovi il suo spazio per stuzzicare il palato. Ciò non toglie che ‘Al Bancut’ si possano gustare i piatti tipici dell’area, sempre di pesce. Anche se, come fa notare con una punta d’amarezza Arnaldo Anastasia –“I giovani ce li richiedono sempre di meno. Significa che si stanno perdendo i frammenti di una ricchezza immensa quale è quella dei sapori della tradizione, e il gusto delle tipicità”.  Arnaldo Anastasia è stato il primo ristoratore lignanese, aperto tutto l’anno, a predisporre le serate a tema, legate ai prodotti della stagione. E tra i primi ad aderire all’idea rivierasca. Idea che ha perseguito fin dai primi passi dell’Associazione, alla quale ha rinnovato l’adesione in modo sempre più convinto. Così come aveva aderito, fin dalla progettazione, al libro La Riviera Friulana, la fonte del percorso rivierasco.